
Prologo
Seguito ideale di Never Leave Me, situata nella 5° stagione di Angel.
Buffy è stata contattata da Spike e si trova a partire immediatamente per
Los Angeles per poterlo vedere con i suoi occhi. Quando si trova là, lei comprende che non vuole mai più separarsi da lui, e lui prova la stessa cosa per lei.
Cosa accadrà quando avverrà qualcosa che potrebbe dividerli per sempre?
Cosa sarà disposto a fare Spike per mantenere la promessa che ha fatto a Buffy?
Capitolo uno:
Battendo impazientemente il piede, Buffy guardò i piccoli numeri che si accendevano in sequenza, l’ascensore, che stava salendo, la portava verso i piani alti della sede centrale della Wolfram e Hart di Los Angeles.
Chiudendo gli occhi, sentì il suo stomaco contorcersi dal nervosismo e si ricordò della paura che aveva provato in quel momento.
Lei poteva vederlo di nuovo davanti ai suoi occhi, come se stesse rivivendo ancora tutto quanto.
Quell’ultimo momento.
Il momento in cui il suo mondo aveva smesso di girare.
Lei alzò gli occhi e lo vide, in piedi, dentro un fascio di luce, la luce calda che lo circondava, in un modo che le era sembrato innaturale, visto che era abituata a vederlo nell’oscurità. Il suo cuore le era balzato in gola, quando si rese conto di ciò che stava succedendo e che, nonostante tutti i poteri che possedeva, non era capace di fermarlo.
Correndo al suo fianco, Buffy sentì il suo cervello andare in acqua, dentro si sentiva turbinare, mentre cercava di dare un senso a ciò che stava accadendo. Avrebbe voluto gridare, piangere, trascinarlo fuori di là, ma potè vedere dai suoi occhi, da come le disse di andare via, che non l’avrebbe ascoltata.
Il gelo la sommerse quando guardò il suo volto e poi la sua mano tesa.
Allungandosi verso di lui, fece scivolare le sue dita in quelle di lui, mentre stringeva forte la sua mano, sollevò lo sguardo per incontrare il suo.
Lei voleva rimanere.
Dio, lei voleva rimanere.
Ma vide nella profondità dei suoi occhi che lui non l’avrebbe fatta rimanere, lui non le avrebbe permesso di morire insieme, nonostante fosse questo che lei desiderava. Buffy sapeva che il mondo sarebbe andato avanti anche senza di lei, ma lei non sarebbe stata bene senza Spike. Niente sembrò avere un senso oltre quel pensiero; si sentì la mente paralizzata per lo spavento, rendendosi conto che lo stava perdendo.
Proprio quando l’aveva trovato.
Non sentì niente, quando le loro mani presero fuoco, non sentì nient’altro che un enorme vuoto, che minacciò di consumarla quando guardò gli occhi chiusi di lui. Le spuntarono le lacrime e fu troppo debole per fermarle, non voleva fermarle. Voleva che lui vedesse cosa provava, voleva che lui sapesse che lo amava come gli aveva detto, voleva che lui sapesse quanto era orgogliosa.
Era così orgogliosa di lui.
Calde lacrime scivolarono le sulle guance, quando pensò a cosa lui stava facendo e tutto quello che era riuscito a fare, come si era impegnato per diventare un uomo buono, ed ora lui, era sul punto di lasciare questo mondo, credendo che solo così sarebbe stato un buon posto per lei.
Mantenne lo sguardo fisso su di lui, mentre gli occhi di lui si addolcivano dall’incredulità prima provata, e poi, mentre gli mostrava, in modo che potesse vedere ciò che cercava di dirgli, che lei voleva rimanere e che non poteva esistere senza lui.
Come il pavimento le vibrò sotto i piedi, il suo labbro inferiore tremò e comprese cosa fosse ciò, questa era l’ultima volta che avrebbe guardato nei suoi bellissimi occhi, l’ultima volta che avrebbe visto tutto l’amore che essi contenevano per lei, l’ultima volta che avrebbe visto il suo volto.
L’ultima volta che avrebbe sentito la sua voce.
L’ultima volta che avrebbe sentito il suo tocco.
Non cercò di fermare le lacrime, quando presero velocemente a scorrere sulle guance, mentre le rigavano il volto sporco di terra, correndole verso il mento.
Si sentì così spaventata.
Lei che non si era mai spaventata in vita sua.
Lui la stava lasciando e non c’era niente che lei potesse fare per fermarlo, nulla di ciò che avrebbe potuto dirgli gli avrebbe fatto cambiare idea, nulla lo avrebbe convinto a farla rimanere fino alla fine….con lui.
Alla grande fine.
Lui stava andando via e lei aveva tanto bisogno di lui da stare male, non poteva vivere senza di lui, Il mondo era tetro e freddo, vuoto, se lui non era accanto a lei. Ma lui lo stava salvando, per lei.
Tutto per lei.
E lei doveva essere coraggiosa e grata per quello che lui stava facendo.
Strinse la sua mano più forte quando cercò di dirle di andare via. Non riusciva a sentire il frastuono che li circondava, il soffitto della caverna che crollava, mentre l’amuleto continuava a fare il suo lavoro. Lei era capace di vedere solo Spike, gli occhi incatenati in quelli di lui, il suo cuore non era disposto a lasciarlo andare.
<< Io ti amo. >> gli occhi erano spalancati mentre le sue lacrime continuavano a scorrerle sul viso. Voleva sentire quelle parole per l’ultima volta, parlò lentamente per lui, voleva essere in grado di ricordarle negli anni a venire.
<< No, Non è vero, ma grazie per averlo detto. >> Spike replicò automaticamente, ma qualcosa nei suoi occhi le disse che non era così, le disse che le aveva creduto veramente e che le parole di lei, avevano un significato per lui. << Ora, vai! >>.
Buffy scosse la testa, non gli avrebbe permesso di lasciarla.
<< Vai! >> Spike sospirò e lasciò andare la sua mano.
Lei fissò la sua mano vuota per un momento e poi il suo volto, cercando disperatamente di fissare nella memoria come lui la guardava, anche se sapeva che non sarebbe mai stata capace di dimenticarlo, non ci sarebbe mai più stato uno come lui nella sua vita.
Lui era uno su un milione.
Lui era l’unico.
Voltandosi gli diede un’ultima occhiata e poi corse sugli scalini di pietra e fuori nella luce del giorno, corse per prendere l’autobus che sfuggiva dal crollo della bocca dell’inferno.
E quando guardò il cratere che una volta era stata Sunnydale, ed i suoi amici e la sua famiglia, le si riunì attorno, fece il sorriso migliore che riuscì a tirar fuori.
Perché ovunque fosse, lui potesse vederla.
Ovunque fosse.
E nel profondo del suo cuore, sentì che lui sarebbe rimasto sempre là, con lei, nonostante tutto. Anche se non poteva vederlo, le sarebbe stato accanto, per sempre.
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Il suono della porta che si apriva la riscosse dai suoi pensieri e Buffy si asciugò in fretta le lacrime che le riempivano gli occhi, non voleva che si vedesse che aveva pianto, quando entrava alla Wolfram e Hart. Voleva sembrare forte anche se intimamente si sentiva a pezzi. Doveva mantenere l’atteggiamento da cacciatrice, anche quando non era niente di più di una semplice ragazza impaurita.
Lei si spostò verso il fondo dell’ascensore, quando delle persone cercarono di entrarvi. Alcuni demoni che aspettavano l’ascensore, la guardarono esitanti, non disposti a dividere la corsa con la cacciatrice. Quando fecero segno che avrebbero aspettato il prossimo ascensore, Buffy ripromette il tasto per salire, innervosita, e cercò di cancellare i dubbi dalla sua mente.
Chiuse fuori le voci delle persone che le erano attorno, assieme alla voce della sua mente e si concentrò sulla sensazione dell’ascensore che saliva verso gli uffici. Riportando lo sguardo sui numeri sopra la porta, trattenne il respiro, quando vide che si stava avvicinando al piano in cui doveva andare.
Lasciò andare il suo alito in un sospiro e inconsciamente si lisciò la camicia, quando le porte dell’ascensore si aprirono con un suono, quindi diede un primo sguardo al luogo dove Spike aveva passato i giorni e i mesi, prima che lei sapesse che era ancora vivo.
Uscendo dall’ascensore per ultima, camminò a lunghi passi fiduciosa oltre i demoni che affollavano l’atrio, i quali la seguirono con il loro occhi fino alla sua destinazione. Il suo stomaco si contorse a tutti quei cenni, la testa le fece male quando cercò di mantenere l’atteggiamento gelido che aveva adottato.
Giungendo al banco della reception, si preparò per affrontare Harmony e non fece vedere la sua sorpresa di trovarla lì. Nascose rapidamente la fitta di gelosia che aveva invaso la sua mente, al pensiero che per tutto questo tempo, Harmony aveva potuto vedere Spike e lei no, lui non l’aveva informata, esattamente come Angel.
Buffy sorrise, notando che Harmony stava facendo del suo meglio per sembrare indifferente, a quanto pare stavano tutti cercando di nascondere i loro sentimenti oggi.
<< Dov’è? >> esclamò Buffy, con la gelosia e l’ansia che le si rimescolavano dentro confondendola.
<< Dov’è chi? >> chiese Harmony triste, mentre muoveva impacciata delle carte, tentando di evitare lo sguardo d’acciaio della cacciatrice. Lei sapeva perché era qui, ma non era propensa a cedere Spike, anche se era chiaro che lui l’amava, qualunque cosa ci fosse stata fra i due, aveva avuto fine da molto.
Il caos di emozioni di Buffy, ruppe gli argini della sua pazienza, le sembrò quasi di sentire veramente mordere dentro di sé. Lei voleva vederlo, per mesi aveva mantenuto la sua immagine nella sua mente, senza mostrarlo agli altri, lo aveva pianto di nascosto per tanti giorni e notti, ed ora aveva bisogno di vederlo, subito.
Giusto un secondo.
Come se dover aspettare di più, la facesse morire.
<< Tu sai chi, Harmony. Bloody Hell, dove si trova lui? >> esclamò Buffy battendo un pugno sulla scrivania della reception, facendo sì che il legno si spezzasse in due sotto la forza del colpo e facendo fare un salto indietro a Harmony.
Tutti gli sguardi furono su di lei e scese un silenzio mortale, mentre lei teneva il suo sguardo fisso su Harmony.
Harmony deglutì a fatica.
Poi con un dito tremante, indicò su per i gradini.
<< Va bene! Prenditelo! Non me ne importa niente. E’ nel laboratorio medico con Fred. >> disse crollando sulla sedia e tirando su con il naso, mentre guardava con gli occhi pieni di lacrime, Buffy, che continuava a fissarla.
<< Grazie >> disse Buffy a voce bassa, girandosi su sé stessa. I gruppi di demoni si spostarono dalla sua strada permettendole di prendere la direzione verso gli scalini.
Poteva sentire il corpo che tremava emozionato quando camminò, sapeva che tutti i demoni che le erano attorno erano in grado di sentire cosa provava e visto da come mantenevano le distanze, loro dovevano pensare che fosse instabile.
Non avrebbero avuto torto.
Buffy prese dei lunghi e profondi respiri mentre camminava, mentre cercava di controllare le sue emozioni e cercava disperatamente di essere calma. Durante tutto il viaggio verso Los Angeles, si era controllata pensando a cosa aveva provato dopo aver saputo che Spike era vivo. Aveva iniziato calma, felice di sapere come avesse fatto a tornare e che era vivo. Poi aveva ricordato l’ultima volta che lo aveva visto, le erano spuntate le lacrime ed aveva provato una girandola di emozioni che andavano dalla tristezza alla rabbia. Aveva asciugato amaramente le lacrime, mentre ricordava le ultime parole con le quali l’aveva lasciata, come le aveva detto addio. Pochi minuti prima aveva rincominciato a ripensare di nuovo a tutto quanto, e ora stava iniziando a pensare che così facendo rovinava ogni cosa. Si sentì come se avesse perso di vista come si sarebbe dovuta sentire.
Ora non sapeva più cosa provare, se essere arrabbiata con lui o felice che fosse improvvisamente tornato. Sarebbe riuscita a cancellare tutto il dolore che aveva provato da quando lo aveva perso? Sarebbe riuscita ad essere solo felice di vederlo? Sarebbe stata arrabbiata con lui per averla lasciata?
Lui non le aveva detto molto al telefono su come aveva fatto a tornare, non ne aveva avuto bisogno, il solo suono della sua voce era stato abbastanza perché lei salisse sul primo volo per L A ed i suoi demoni.
Come passò davanti ad una sala riunioni, sentì la voce di Angel, le giunse attraverso i suoi pensieri e i suoi sentimenti confusi. Il suo stomaco si capovolse al suono di quella voce, ma lei lo controllò, ignorandolo, mentre continuava a dirigersi verso il laboratorio e cercava di tenere a freno i suoi sentimenti.
Lei sapeva che quando l’avesse visto, quando i suoi occhi si fossero posati di nuovo sul suo volto ed avesse finalmente rivisto i suoi occhi azzurri, si sarebbe sentita esattamente come aveva immaginato.
Che tutto il dolore che provava se ne sarebbe andato, si sarebbe placato, ed il buco che aveva nel cuore sarebbe scomparso.
Angel aprì la porta e guardò la biondina che camminava decisa sugli scalini. Dalle occhiate che i demoni gli rivolgevano, capì che la sua mente non gli stava facendo degli scherzi.
Solamente una ragazza inspirava tanta paura.
<< Buffy? >>
Capitolo due
Camminando verso le porte del laboratorio, Il cuore di Buffy perse un colpo quando lo vide; era di spalle e parlava con una ragazza dai capelli scuri, che lei sapeva essere Fred, la quale stava picchiettando le dita di lui con qualcosa.
Prendendosi un momento per ritrovare l’equilibrio, comprese che forse avrebbe fatto meglio a darsi alcuni giorni per ordinare le sue emozioni confuse, prima di venire a vederlo. Ancora non sapeva cosa provare.
L’istinto non le dava una risposta, mentre stava lì ferma in piedi, mentre tremava sul posto. Sapeva che lo amava, ma non sapeva come reagire alla sua improvvisa riapparizione ed al fatto che lui l’aveva lasciata, dopo averle promesso di non farlo mai.
Dai movimenti del suo corpo, si sarebbe detto, che fosse rilassato, chiaramente assorto nel guardare Fred che lavorava, e che non fosse consapevole che lei fosse dietro di lui. Se l’avesse sentita, seppe lei in un secondo momento, le cose sarebbero andate diversamente. Sarebbe stato al suo fianco in un istante.
Non sarebbe successo così?
Il suo cuore stava battendo selvaggiamente contro la sua cassa toracica, quando lo guardò, e lo sentì come se le salisse in gola, come se volesse andare da lui. Ma non poteva muoversi. Non voleva niente di più che toccarlo, vedere se era veramente là, ma ora si sentiva come un blocco di ghiaccio, paralizzata sul posto dalla paura che per lui non fosse lo stesso, che i suoi sentimenti fossero cambiati, che non l’amasse più come prima.
Respirando profondamente, cercò di calmarsi, mentre stava in piedi sulla soglia, immobilizzata da quella paura che si sarebbe rivelata falsa. Lui le aveva detto che l’amava e lei gli aveva creduto. Quindi perché era pietrificata, con le mani che le sudavano e il corpo che tremava nervosamente?
Un sentimento familiare si fece lentamente strada in lei.
Una parte di lei voleva fuggire.
Era sull’orlo del panico, poteva sentirlo crescere dentro di sé, mentre cercava di spezzarlo. Improvvisamente voleva scappare, non riusciva a respirare mentre lo guardava, il suo cuore si stringeva ed i suoi sentimenti le provocavano un tornado nello stomaco. Non riusciva ad accettarlo, non poteva affrontare la possibilità che questo fosse vero, che lui si sarebbe voltato per dirle, che sì era tornato, ma che fra loro era finita.
Lei non poteva perderlo di nuovo.
Deglutendo nervosamente, stava quasi per girarsi e andarsene, quando vide Fred alzare la testa e sorridere rivolta a lei.
Spike si tese.
Vide le sue spalle diventare rigide, quando si girò lentamente.
Il secondo dopo che lui si mise in piedi, Buffy corse verso di lui.
Gli gettò le braccia intorno al collo, stringendolo più forte che poteva, mentre lo teneva stretto a sé, sentì un immenso sollievo quando le braccia di lui le circondarono la vita. Tutto il suo intero essere, stava cantando felice del suo ritorno, un calore che le danzava dentro, mentre le lacrime minacciavano di uscirle. Si sentì come se stesse volando e precipitando al tempo stesso, le sue emozioni la sommergevano facendole sembrare tutto come un vivido sogno.
Come molti dei sogni che aveva fatto su di lui.
<< Baby. >> borbottò nel suo collo Spike, e bestemmiò per le lacrime che erano comparse nei suoi occhi.
Tirandosi via dal suo abbraccio, Buffy lasciò che le sue mani vagassero sul corpo di lui, come se lo controllasse per assicurarsi che fosse tutto là; che ogni parte di lui fosse tangibile. Rallentò lo scorrere delle sue mani, quando alzò leggermente gli occhi per incontrare i suoi, il cuore le cantò quando riconobbe quell’azzurro che la guardavano con leggera preoccupazione, ma con lo stesso immenso amore, che le era tanto mancato.
Il cuore le fece male.
Ricordandosi improvvisamente l’ultima volta che aveva guardato in quegli occhi, Buffy non potè fermarsi, lo colpì con forza con uno schiaffo a mano aperta.
La mano di Spike volò alla guancia colpita, il suo volto e i suoi occhi pieni d’incredulità.
<< Mi dispiace…>> Buffy si massaggiò la mano che aveva usato e sollevò le sopracciglia. << Mi dispiace…solo…>> fece di nuovo una pausa e quando parlò di nuovo la sua voce era arrabbiata, e c’era del conflitto negli occhi.
<< Tu sei un bastardo….>>.
Spike si rese conto di quanto stava accadendo intorno a loro e cercò di dirle che avevano compagnia. Quando le si avvicinò lei retrocedette.
<< Tu sei un grandissimo bastardo! >> Buffy si sentì mezza nauseata, intrappolata fra il volerlo colpire di nuovo e volerlo baciare. Era una sensazione che unita al suo precedente desiderio di fuggire, la fece stranamente sentire a casa.
Spike era veramente tornato.
<< Non credo che questo sia il luogo giusto per lavare i panni sporchi, love>> disse Spike guardando le persone che affollavano il laboratorio. Charles, Wesley e molto più importante, Angel, che sembrava godersi lo spettacolo.
<< Io ti dico che ti amo e tu mi dici che non lo faccio? Tu lo sapevi, noi ne avevamo parlato prima…. >> Buffy soffocò le lacrime quando la sua rabbia superò il punto d’ebollizione.
Angel fece un’espressione come se fosse stato appena impalettato.
Fred diede un piccolo sguardo a Wesley.
Charles guardava confuso.
Spike afferrò finalmente il braccio di Buffy e la tirò a sé, con le dita le carezzò leggermente la guancia, mentre la guardava nervosamente negli occhi.
<< Tu mi stavi rendendo difficile andar via, pet, non te ne sei accorta? Io sapevo che mi amavi….ed io….>> il suo tono diventò più gentile quando lei lo guardò di sfuggita, i suoi occhi verdi erano pieni di lacrime di rimorso quando ricordò di nuovo cosa era accaduto tanti mesi prima. << Io ti amo più di qualsiasi altra cosa, sono morto per te, ma….>> cercò di spiegarle mentre le carezzava il braccio con dolcezza.
<< Io non pensai, non capii. >> Disse lei guardando implorante verso gli occhi di lui che aggrottava le sopracciglia << Non lo avrei detto se avessi capito che ti stavo rendendo le cose più difficili. Pensavo che avresti voluto sentirtelo dire un’ultima volta, mi perdoni? >>
<< Sempre, love >> la voce di Spike era brusca, mentre lottava contro le sue emozioni e tirandola nelle sue braccia, la sua anima fu felice di come lei si mise accoccolata contro di lui e rimase con la testa contro il suo torace, mentre lo stringeva forte, come se temesse che lui potesse scomparire di nuovo.
Fu un duro colpo per Angel. Si sentì come se qualcuno lo avesse appena fatto a pezzi, a vedere Buffy là, avvolta ermeticamente fra le braccia di Spike che le baciava dolcemente i capelli.
Fu Harmony a rompere il silenzio, con gran sorpresa di tutti.
<< Forza gente, credo che dovremmo lasciarli da soli per un po’ >> disse facendo il giro del laboratorio e invitando le persone ad uscire. << Shoo! >>
Vedendo che lui non era disposto ad andarsene, Fred prese il braccio di Angel e lo condusse fuori dalla porta. Capiva che la vista di Buffy avvolta nelle amorose braccia di Spike, lo stesse facendo soffrire e doverli lasciare a parlare in pace lo faceva stare ancora più male, ma lui doveva dar loro lo spazio di cui avevano bisogno, se lui amava quella ragazza, doveva darle almeno quello.
Quando Buffy emerse gradualmente dall’abbraccio confortante di Spike, si rese conto che la stanza in cui si trovavano era vuota. Tenne le braccia strette attorno a lui, mentre alzava lo sguardo sul suo volto e lo fissava diritto nei suoi bellissimi occhi azzurri, che la stavano guardando con quell’emozione così intensa che le era mancata così tanto.
<< Mmm, meglio no? >> osservò Buffy vedendo che lui lasciava il suo sguardo e si guardava intorno nella stanza, mentre gli spuntava un sorriso vedendo che erano soli.
<< Molto! >> disse piano Spike, le braccia ancora avvolte intorno alle spalle di lei.
Il suo cuore accelerò di nuovo il ritmo, quando lei vide lampeggiare languidamente i suoi occhi. Sapeva cosa lui volesse, quello che lei stessa voleva e inclinò di nuovo la testa in un invito rivolto verso di lui, mentre il suo stomaco sobbalzava per i nervi eccitati per il bacio che stava per ricevere.
Abbassando la testa, Spike prese un profondo respiro, prima di sfiorare le labbra contro quelle di lei. Il suo corpo cantava in risposta alla sensazione della bocca calda e morbida di lei contro la sua, i suoi occhi si chiusero lentamente mentre si perdeva di nuovo in lei, ancora una volta.
Premendo le mani sulla sua schiena, si perse in lui, lasciando che il loro bacio rimanesse lento e profondo. Le lacrime le uscirono dagli occhi quando li chiuse ermeticamente, il suo cuore stava per esplodere dall’intensità delle emozioni che stava provando. Lo tenne ancora più stretto a sé, riluttante a lasciarlo andare e desiderando che quel bacio non finisse mai. Voleva trattenere questo momento, mentre si godeva la sensazione di essere di nuovo nelle sue braccia, di questo bacio, che era completamente diverso da qualsiasi altro lei si ricordava si fossero scambiati.
Tirandosi indietro, alcuni minuti più tardi, Spike rimase con la fronte contro quella di lei e sospirò assieme a lei.
<< Mi sei mancato. >> disse Buffy sospirando, le sue emozioni turbinavano dentro di lei e minacciavano di portarla via. Era questo che Spike aveva sentito quando lei era ritornata? Tutto il dolore che aveva sentito nel perderlo, tutta la sofferenza, tutto annullato dalla vista di lui in piedi davanti a lei?
Spike le asciugò le lacrime che stavano per precipitarle dagli occhi e le fece un sorriso tremulo, mentre le carezzava dolcemente una guancia.
<< Mi sei mancata anche tu, baby! >> disse dandole un leggero bacio sulla bocca e sentì le labbra di lei che tremavano contro le sue. La forza dell’emozione che lei gli stava mostrando lo sommergeva, non l’aveva mai vista così agitata, ma così felice al tempo stesso. Non l’aveva mai vista così felice e al contempo si era sentito così felice ed amato. Le prese il volto fra le mani e sorrise nei suoi occhi << Ti avevo promesso che non ti avrei lasciata…mai! >>.
Buffy annuì con la testa e lottò per riprendere il controllo. Voleva piangere, la più piccola espressione o gesto di lui le scatenava un’onda di lacrime. Sorrise. Quelle erano lacrime buone. Lacrime felici. In tutta la sua vita, non aveva mai pensato che si sarebbe sentita tanto felice.
<< Lo so. >> riuscì a trovare le parole solo prendendo un profondo respiro per calmarsi. Lui era tornato, questa era la cosa più importante, lui era tornato e lei non gli avrebbe più permesso di andarsene da nessuna parte
<< Io non ti lascerò mai, Spike! >>.
Buffy andò ad unire le dita a quelle di lui e aggrottò le sopracciglia quando lo vide trattenere il respiro e tendere leggermente la mascella.
<< Cosa? >> disse lei lasciandogli andare rapidamente le mani costernata, mentre lo guardava negli occhi per capire perché lui avesse avuto quel fremito.
<< Niente! >> Spike fece una smorfia mentre guardava le sue mani e il ricordo di quando le aveva perse lo fece rabbrividire. << E’ solo un po’…tutto…indolenzito. >>
<< Oh…scusa. >> fece goffamente Buffy. Nella furia causata dall’emozione, aveva dimenticato completamente quello che lui le aveva detto al telefono a riguardo delle sue mani tagliate dalla cacciatrice psicopatica, che lei aveva mandato a recuperare da Andrew.
Prendendo con delicatezza le mani di lui fra le sue, le alzò per guardarle, quella scoperta fu un’altra ragione per cui le lacrime le scesero di nuovo, mentre pensava a quello che doveva avere passato.
<< Povere braccia…povero Spike. >> disse mentre le tremava il labbro inferiore, mentre tentava di soffocare i singhiozzi e sfiorava leggermente con i pollici i suoi avambracci.
Spike sentì come se il suo cuore stesse per spezzarsi, sentendo il dolore nella voce di lei. Non poteva sopportare di vederla così agitata, anche le buone lacrime stavano iniziando a spezzarsi.
<< Povera Buffy. >> Spike la attirò fra le braccia e la tenne stretta a sé, mentre lei singhiozzava sul suo torace, il controllo sulle sue emozioni si spezzo nell’istante in cui la sua guancia fece contatto con la t-shirt di lui.
<< Io ho pensato che tu mi odiavi….>> si costrinse a dire Buffy con un singhiozzo strangolato, mentre si aggrappava a lui, le dita che lo afferravano mentre le lacrime le arrossavano il volto << Io ti pensavo…morto…e che non mi avevi creduta. >>
Spike serrò gli occhi e aggrottò le sopracciglia, mentre la teneva stretta a sé il più forte possibile senza farle male. Le sue parole erano state come pugnali nel suo cuore, mentre sentiva gli aspri singhiozzi che le scuotevano il corpo e la facevano tremare contro di lui, lasciando liberi i suoi sentimenti.
<< Hey….>> le disse scostandola leggermente e prendendole il mento per guardarla negli occhi, e provando ad abituarsi alla vista di una donna così forte tanto sconvolta. Tirò indietro le sue stesse lacrime e asciugò quelle di lei con il polpastrello del pollice. << Mi è piaciuto quando mi hai detto che mi amavi, proprio come avevo sempre desiderato. Io credevo in te, Buffy, quindi ho desiderato salvare il mondo per te, volevo darti una vita migliore. >>
Buffy tirò su con il naso mentre ascoltava quello che lui le stava dicendo e poi lo trasse a sé e lo baciò dolcemente attraverso le lacrime, per poi accoccolarsi contro il suo collo << Io ti amo Spike! >>
<< Ti amo anch’io, sweetheart, ti amo anch’io! >> Spike si piegò mentre la teneva vicino a sé con una mano sulla sua schiena e baciò i suoi capelli, ispirandone il profumo o sorridendo.
<< Si può uscire da qui…..e andare dove possiamo parlare? >> disse Buffy nel collo di lui, socchiudendo leggermente gli occhi, godendo del modo in cui lui la teneva a sé e la faceva sentire calma e sicura.
<< Io ho un posto, non è molto….possiamo andare la! >> Spike la tenne ancora stretta a sé per un lungo momento, prima di lasciarla andare prendendole dolcemente la mano.
Buffy annuì con la testa << Suona perfetto! >>
Capitolo tre
Spike chiuse gli occhi mentre si distendeva sulla schiena. Cercò di considerarla una bella sensazione, giacere nel suo letto bitorzoluto e cigolante, mentre la sua ragazza giaceva accoccolata su di lui. Aprì gli occhi e guardò in giù verso di lei, che posava la sua testa sul suo torace nudo, le dita di lei che lisciavano dolcemente il suo stomaco.
Sorrise internamente quando comprese che anche lei stava sorridendo.
Poteva sentirlo contro il suo torace.
Lisciandole con noncuranza i suoi capelli con la mano, il braccio attorno alle sue spalle, Spike si chiese se era veramente ritornato. Aveva affrontato l’inferno ed ora gli sembrava di essere in paradiso. Non avrebbe mai pensato che le cose avrebbero potuto essere così tra lui e Buffy, non aveva mai sognato, che dopo tutto quello che avevano attraversato, lei sarebbe rimasta così, a giacere tranquillamente con lui.
Loro avevano avuto alcuni attimi prima di andare nella bocca dell’inferno, tempi in cui avevano dormito l’uno nelle braccia dell’altra, ma niente di comparabile a questo.
Questo era il paradiso.
Buffy continuò a sorridere mentre tracciava disegni sul suo petto, mentre amava il modo in cui la sua pelle era liscia come la seta, sotto i polpastrelli delle sue dita. Si sentì come se potesse passare l’eternità solo giacendo accanto a lui, nelle sue braccia, nel suo letto. Aggiustando le lenzuola, si mise ancora di più accoccolata vicino a lui e agganciò la sua gamba alle sue. Non ne aveva abbastanza di come le sue dita giocherellavano con i suoi capelli, o come calmante fosse la sensazione della sua pelle contro quella di lui.
Lei non poteva averne abbastanza di lui.
Probabilmente stava per farsi mattina; avevano passato l’intera notte chiusi l’uno nelle braccia dell’altra.
Lei comprese che lui aveva ragione, loro stavano realmente connettendo molto. Sorridendo si mosse in modo di stargli faccia a faccia.
Voleva connettere in un altro modo.
Spike aggrottò le sopracciglia alla perdita del corpo di lei contro il suo e le diede un’occhiata interrogativa, quando lei si posizionò fra il fianco e il suo braccio.
<< C’è qualcosa che non va? >> chiese. Sperava che non ci fosse.
Buffy scosse la testa nel dire << No >> e sospirò << Vorrei solo parlare. >>
Gli diede uno sguardo non impressionato quando lui fece finta di essere scioccato e gli disse.
<< Noi abbiamo già parlato in passato, questo non è per niente fuori dell’ordinario…… sul serio! >>. Posando un braccio attraverso il suo torace in modo da poterlo avvolgere, lasciò che le dita continuassero a giocare contro i suoi pettorali.
<< Noi non facevamo abbastanza di questo! >> affermò mogia Buffy.
Spike sorrise << Non lo facevamo per niente. Mi sembra di ricordare che tu dopo, eri troppo occupata a scappare via da te stessa. >>
Buffy lo guardò timidamente mentre ricordava come aveva desiderato di fuggire anche soltanto poche ore prima. Le sue sopracciglia si accigliarono, quando comprese che tuttavia, lui aveva ragione, lei fuggiva sempre da sé stessa, troppo spaventata per affrontare i suoi veri sentimenti.
<< Tuttavia, l’anno scorso è stato diverso, non credi? Noi parlammo! >> disse guardando negli occhi di lui, mentre osservava il modo in cui brillavano verso di lei e come le sue labbra si curvavano lentamente in un sorriso.
<< Noi c’innamorammo! >> Lui prese la mano di lei che era sul suo torace e se la portò alle labbra, mentre la baciava, lei arrossì timidamente.
Buffy sorrise trasognata, mentre pensava a quello che lui le aveva detto e a come si sentiva << Io ti amo veramente, lo sai? >>.
<< Lo so! >> rispose facendole un ampio sorriso.
<< IO…Io non volevo andare avanti senza di te! >> Un velo di tristezza sembrò premere sul suo cuore, mentre vedeva il bagliore birichino degli occhi di lui cambiare rapidamente in preoccupazione.
<< Lo so! >> ripetè e poi si mise a carezzarle i capelli con le dita, mentre guardava come essi scivolavano fra le sue mani << Ora non devi più farlo! >>
Buffy sorrise nonostante la pesantezza del suo cuore e si disse che lui aveva di nuovo ragione, lei non doveva più affrontare il mondo senza di lui, lei l’aveva or ora nelle braccia, dove le apparteneva.
<< Io non voglio mai più stare senza di te. So che suona strano, ma penso che tu mi abbia mostrato cosa sia amare, amare veramente ed essere
amata. > Prese la mano di lui, quando smise di giocare con i suoi capelli e la tenne delicatamente per paura di fargli male << Io non ti lascerò mai! >>
Spike piegò leggermente il collo e le diede un dolce bacio sulle labbra << Io intendo mantenere la mia promessa questa volta, love. Io non ti lascerò mai, te lo prometto! >>
Buffy chiuse gli occhi e rimase con la testa appoggiata al suo torace, mentre lui premeva il mento sul naso di lei e le dava poi un bacio sulla guancia. Non poteva negare che tutto ciò le sembrò perfetto. Sentì come se loro avessero dovuto rimanere sempre così; ma avevano compreso quanto tutto questo fosse bello solo dopo essere stati separati.
Lanciando uno sguardo attorno alla stanza in cui erano, Buffy non poteva credere a quanto fosse squallida e cercò di ricordare se la cantina di casa sua lo fosse stata altrettanto. Sorrise.
<< Dobbiamo veramente portarti via da questa cantina! >> disse Buffy guardando verso di lui e incontrando i suoi occhi << La tua cripta era decisamente migliore di questo, era….>>
Spike alzò le sopracciglia mentre valutava la sua reazione
<< Confortevole? >>
Buffy arrossì violentemente mentre ricordava quello che aveva detto di fronte alle potenziali. Sorrise goffamente e annuì con la testa, mentre ammetteva di aver trovato la sua cripta “confortevole”.
<< Quindi che avevi in mente? Cosa mi andrebbe bene? Qualcosa con una staccionata bianca? Il piccolo appartamento italiano? >> le chiese Spike e guardò come lei arricciò il naso pensierosa.
Lei capì che lui la stava mettendo alla prova, nascondendo le sue vere intenzioni dietro ad un mezzo scherzo, una domanda per metà seria. Non ebbe esitazioni.
<< Non saprei. >> disse piano, mentre cercava di calmare il nervosismo
<< Down finirà presto la scuola, noi stavamo per andare in Inghilterra….se è troppo presto per te….non dobbiamo per forza vivere insieme…ma se tu volessi stare con noi, o magari farci visita…..intendo dire, non posso fare la Buffy tutta presuntuosa e presumere quello che vuoi fare tu….>>
Spike le pose un dito sulle labbra per farla tacere e sorrise nei suoi occhi.
<< Dovunque tu andrai, io verro con te! >> disse lasciandole libera la bocca e assicurandosi che potesse vedere dai suoi occhi quanto era serio.
Buffy sorrise di sollievo e gli diede un lungo bacio sulla guancia, prima di strillare perché lui l’aveva afferrata e fatta rotolare sulla schiena, mentre le riempiva il volto di baci.
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Sedendo in una poltrona nell’unica stanza tranquilla, disponibile alla Wolfram e Hart, Spike lanciò uno sguardo attorno all’ufficio di Angel, poi fece tornare la sua attenzione alla ragazza fra le sue braccia. Sorrise del modo in cui lei si era voluta sedere, di traverso sul suo grembo, la schiena sostenuta dal suo braccio che le teneva stretto intorno alla vita, e non potè fare a meno di pensare a come questa situazione fosse simile a quella che li aveva magicamente impegnati.
Si rese conto che lei non aveva smesso di parlare, mentre lui si era distratto nella sua bellezza, che lo guardava con un sorriso largo e caldo. Forse era meglio se si concentrava su quello che gli stava dicendo.
Spike lasciò che le dita di lei gli accarezzassero la spalla mentre si accoccolava più vicino a lui. Non poteva ancora credere come la sua cacciatrice fosse diventata improvvisamente così appiccicosa, come se avesse paura che lui potesse scomparire. Le premette un bacio sulla guancia quando lei gli sorrise e gliene diede un altro sul collo. Fissò per un momento la pelle liscia e abbronzata, con le vene che pulsavano.
Buffy fece uno sguardo distante e sorrise nonostante l’idea che le aveva sfiorato la mente. Sul suo volto aveva visto chiaramente la fame e si chiese come si sarebbe sentita se lui lo avesse fatto. Le avrebbe fatto male come Angel? O Spike sarebbe stato più gentile?
Scuotendo la testa per allontanare l’idea di Spike che la mordeva, ritornò al discorso che stava facendo prima, come se da quello dipendesse la sua vita.
<< E lui era veramente un burattino? Raccontamelo, avrei tanto voluto esserci per vederlo! >> Buffy gli sorrise negli occhi quando lui alzò lo sguardo per incontrare i suoi e tirò un sospiro, quando la profondità di quegli occhi azzurri incontrarono i suoi verdi. Averlo di nuovo era come camminare su di una nuvola e comprese che era questo ciò che lui aveva provato dopo tutti quei mesi, quando era stata riportata in vita.
Spike le spinse una ciocca di capelli dietro l’orecchio e la baciò di nuovo sulla guancia. Avrebbe voluto sommergerla di baci, non poteva stare senza toccarla, doveva saziarsi di lei.
Ghignò quando ricordò di cosa stavano parlando. << Sì, molto divertente. Lui era così piccolo, e quando la sua ragazza ha cercato di lacerarlo in tanti pezzettini….>>
Gli occhi di Buffy si allargarono, mentre Spike si gelava.
<< La sua ragazza? Lui ha una ragazza? >> chiese per un momento sbalordita Buffy, mentre si convinceva che non era per niente sconvolta riguardo a ciò, doveva essere felice che Angel fosse andato avanti. Pungolò il torace di Spike con un dito e sorridendo gli chiese << Allora….vai avanti! >>
Spike fece un sorriso di sollievo. Si era preoccupato che lei si fosse turbata all’idea di Angel con un'altra ragazza, ma invece lei l’aveva presa con calma.
<< E’ un lupo mannaro che abbiamo aiutato un po’ di tempo fa. E’ bella, ma non come Buffy…>> disse baciandole la mascella e scendendo verso il suo collo.
<< C’è qualcosa che posso fare per te? >> disse ridendo scioccamente lei mentre lui le leccava il collo e le succhiava il lobo dell’orecchio.
<< Che cosa ti fa dire questo? >> disse lui facendole le fusa nell’orecchio e ghignando.
<< Spike…>> Buffy iniziò a parlare e lui si tirò via.
<< Allora, dimmi un po’ su di te, sei OK? Andrew ti ha menzionato alcune volte. >> disse Spike e le diede un’occhiata curioso e osservò con piacere, che lei non lo guardò molto felice, a causa del fatto che aveva smesso di baciarla.
<< Penso che lui abbia una fissazione su di te. >> disse bruscamente Buffy, leggermente preoccupata. Le piaceva Andrew, era un po’ strano a volte, ma faceva sorridere e ridere sua sorella, e se Down voleva uscire con lui la cosa le stava bene. << Down sta bene, va molto bene a scuola. Noi andremo in Inghilterra questa estate quando avrà finito, incontreremo Giles e Xander. >>
Lo sguardo di Buffy divenne serio mentre pensava a sua sorella così lontana.
<< Le sei mancato! >> disse tranquilla ed osservò l’espressione degli occhi di Spike che sembrarono leggermente tristi.
<< Le hai detto che ero tornato? >>
<< L’ho fatto, ho promesso di essere onesta con lei e lei doveva sapere. Era felice, entusiasta al pensiero di rivederti di nuovo e paurosamente felice al pensiero di noi due. >> Buffy sorrise goffamente mentre lui ghignava.
Immaginare Down felicissima non era una cosa difficile da fare per Spike. Continuò a sorridere mentre pensava a quando l’avrebbe rivista di nuovo, la sentiva come una sorellina. Insieme a Buffy, lei era stata la sola che gli era mancata del gruppo.
<< Quindi cosa sta facendo Rupert nella vecchia allegra Inghilterra? >> chiese Spike mentre con le dita faceva su e giù sulla riga dei pantaloni che Buffy indossava.
<< Lui sta mandando avanti il consiglio, addestrando le potenziali…>> Buffy chiuse brevemente gli occhi visto che doveva correggersi <<….intendevo dire le cacciatrici. >>
Spike aggrottò le sopracciglia vedendo quanto dolore si nascondeva dietro le sue parole. Piegò di lato la testa e guardò come lei fissava il muro distante, il volto che diceva che lei era altrove.
<< Hey! >> la spinse leggermente per ottenere di nuovo la sua attenzione
<< Tu sei ancora l’unica, Buffy. Nessuna fra di loro è come te, nessuna è stata scelta come te. E’ il tuo potere che loro condividono e tu sei ancora la cacciatrice. La sola. Loro non avranno mai il tuo potere o forza, la tua abilità…tu sei naturale, tu sei la prescelta! >>
Buffy fissò in basso le ginocchia << Lo so. Ma qualche volta mi sento un po’ come se avessi perso la mia strada. >>
Chiuse gli occhi mentre pensava a come si sentiva strana, improvvisamente non era più la sola o in due, ma esistevano migliaia di cacciatrici.
Aveva fatto male.
Aveva sentito come se la sua identità le fosse stata rubata via, tutto quello che l’aveva resa unica e l’aveva resa ciò che era, fu improvvisamente diviso con masse di ragazze di tutte le età.
Nessuna di loro sapeva chi lei era, o quello che lei aveva dato loro. Nessuna di loro sapeva cosa lei avesse sacrificato per dare il suo potere.
<< Forse tu volevi fare questo, intendevi mettere fine alla linea della prescelta e trasformare la sola, in un esercito per sempre. Tu sei ancora la loro leader, il loro generale. Loro cercheranno sempre la tua forza e la tua guida >> Spike le prese la mano e la tenne stretta e guardò il suo dorso, mentre lo lisciava con il pollice.
Buffy fissò la sua mano e si chiese se lui sapesse che era in lui che lei cercava la forza e la guida.
<< Forse non era questo che io volevo veramente fare….forse sto diventando matta a furia di pensarci. >> Buffy cercò di sorridere mentre lo guardava negli occhi.
<< Tu hai fatto la cosa giusta, ciò era necessario, tu hai dato il tuo potere senza ritirarti. Ti è costato molto farlo. E’ comprensibile che ora tu ti senta perduta, c’è un intero esercito di ragazze come te, pronte a far fuori il prossimo grande cattivo, ma loro non possono farlo senza di te. Tu hai l’esperienza, il dono, tu sei la prescelta per una ragione. Questa è solo una nuova deviazione del tuo percorso, una cosa che tu hai bisogno di affrontare per decidere in quale direzione andare. >>
Buffy alzò le sopracciglia. Spike non era mai stato uno dai discorsi ispirati (beh a dire il vero ne ricordo uno niente male! nota della traduttrice)
Ma oggi sembrava andare alla grande. Lui aveva ragione, lei doveva prendersi una pausa e guardare dentro sé stessa per scoprire chi era veramente. Sapeva già dove il suo cuore si era posato e sapeva che non voleva abbandonare ciò che lei era, la cacciatrice.
<< Io voglio essere io! >>
Spike sorrise alla sua semplice risposta, mentre sapeva che lei aveva avuto sempre delle difficoltà a capire chi fosse realmente. Lui l’aveva vista crescere, da adolescente insicura della vita che le era stata assegnata, ad una donna abbastanza forte da condurre un esercito nello stesso inferno. In qualche parte, lungo quella linea, lei doveva avere scoperto chi fosse.
<< E tu sei? >> disse piegando la testa da un lato e guardandola dolcemente negli occhi.
<< Cacciatrice, virgola, la! Io voglio andare in Inghilterra, voglio assicurarmi che quelle ragazze siano pronte per qualsiasi cosa, voglio condurle come io fui destinata. >> Buffy esitò per un momento prima di stringere dolcemente la mano di lui << Ma io non voglio essere da sola! >>
<< Tu non lo sarai! >> la rassicurò Spike con un morbido sorriso e la baciò dolcemente, le labbra che giocavano contro le sue affettuosamente.
Buffy sorrise contro la bocca di lui, quando lo baciò di nuovo, mentre mordicchiava allegramente il suo labbro inferiore con i denti e avvolgendo le braccia intorno al collo di lui.
Come le porte dell’ufficio dondolarono aperte, loro si separarono e girarono la testa per guardare l’intruso.
Angel camminò nel suo ufficio, stava leggendo delle carte che aveva in mano e aveva un’aria pensierosa sul volto.
<< Spike…..c’è qualcosa da fare. Mettiti in moto e….>>
Angel si interruppe quando alzando lo sguardo vide Buffy accoccolata sul grembo di Spike, le braccia intorno al suo collo e inclinata verso di lui. Quello che gli fece più male, era l’espressione timida che avevano entrambi, come se lui non potesse sentire l’odore del vampiro, dappertutto su di lei.
<< Sto avendo un momento privato qui, amico, fai il bravo e trotterella via! >> disse Spike ghignando e guardando il cipiglio del suo gran-sire.
<< Questo è il mio ufficio Spike, e giusto ora, è Buffy che deve andarsene. >> Angel rispose a denti stretti.
<< Lei non andrà da nessuna parte! Lei starà giusto qui! Se hai qualcosa da dire, lo puoi dire ad entrambi! >> Spike aggrottò le sopracciglia e strinse gli occhi in due fenditure azzurre e letali, quando incontrò gli occhi di Angel.
<< Va bene…Spike, abbiamo un problema. Ci sono dei vampiri che entreranno in città questa sera, stanno accompagnando un inviato e noi dobbiamo portarli qui in salvo. Ho pensato che noi saremmo stati gli uomini giusti per questo lavoro. >> Angel tenne il suo volto impassibile quando vide le dita di Spike che accarezzavano la vita di Buffy.
<< Dobbiamo fare solo la scorta, niente combattimenti? >>
<< No, a meno di non trovare guai. Loro hanno già perso venti guardie che cercavano di portarlo qui. >>
<< Considerami dentro. Dovrebbe richiedere solo poche ore, giusto? >> disse Spike, mentre stringeva allegramente la spalla di Buffy e ghignò quando vide un lampo di dolore negli occhi di Angel.
<< Spike! >> Buffy si alzò di scatto dal suo grembo e lo guardò, la sua espressione lasciava intendere che era arrabbiata, nel caso lui non lo avesse capito dal tono della voce. << Tu….Andrew mi aveva detto che tu lavoravi da solo….tu non lavori per questa….”compagnia”…>> disse in tono disgustato mentre spostava il suo sguardo da Spike ad Angel.
<< No, love! Do solo una mano e basta, mentre faccio le cose da eroe. >> disse Spike prendendola per un polso e cercando di tirarla a sé.
Lei diede uno strattone per liberarsi e continuò ad aggrottare le sopracciglia per qualche secondo, prima di lasciare che la sua espressione tornasse calma.
<< Promettimelo Spike, che dopo stanotte tu non farai più niente per questo…questo inferno sulla terra, questi cattivi legalizzati. >>
Quando lui la guardò negli occhi e annuì con la testa, lei potè vederci le sue emozioni, poteva leggere come fosse dispiaciuto di aver fatto qualcosa che lei non approvava e quanto l’amava. Buffy gli si avvicinò e fece correre le dita fra i suoi capelli, mentre gli scompigliava e dandogli un aspetto un po’ selvaggio. Si ricordò delle volte che loro avevano passato insieme, quelle lunghe e pazze notti in cui loro si aggrappavano l’una all’altro, non rinunciando alla passione che entrambi sentivano come sbagliata.
Sedendosi sul bracciolo della poltrona Buffy abbassò la testa e gli baciò la fronte.
Spike aggrottò le sopracciglia su di lei; era quasi capace di sentire la tristezza che l’aveva pervasa. Prese la sua guancia fra le mani e la guardò fisso, mentre cercava di convincerla che sbagliava, a pensarla in quel modo.
<< Siamo stati così cattivi l’uno con l’altra. >> sospirò Buffy giocando con i suoi capelli, mentre si era completamente dimenticata che non erano soli.
<< Lo so, love. Ma poi siamo cambiati, non permettere che il passato ti butti giù! Noi saremo migliori questa volta, cancelleremo il passato e faremo cose nuove….Okay? >> Spike le mise le dita sotto il mento per alzarle la testa e guardarla negli occhi << Okay? >>
<< Okay! >> disse lei sorridendo leggermente e scivolando di nuovo sul suo grembo, mentre si accoccolava a lui e metteva la testa serena nell’angolo del suo collo, mentre l’attenzione di lui era tornata su Angel.
<< Hai sentito cosa ha detto la signora. Questa è l’ultima cosa che faccio per questa società. Lei ha ragione, Angel. Ho lottato per la mia anima ed è stata la cosa più difficile che abbia mai fatto, e non l’ho certo fatto perché potessi sedere qui ad aiutarti a dirigere questa società che una volta o l’altra finirà per distruggere il mondo, o almeno un milione di vite. Io ho giocato a fare l’eroe e so che questo è sbagliato. Questo è cattivo, non c’è niente di buono in questo posto e nonostante tu ti darai da fare, non ci sarà mai. >>
Angel faceva del suo meglio per non far capire come fosse sbalordito dalla loro opinione sulla Wolfram e Hart, e su di lui. Nessuno di loro sapeva la ragione del perché lui era qui, non si era aspettato che qualcuno capisse lui e la sua convinzione di poter far del bene qui, ma prima Buffy e poi Spike, avevano scosso le fondamenta della sua convinzione. Lui aveva passato molte notti chiedendosi cosa stava cercando di realizzare e la voce della sua coscienza gli aveva detto tante volte che nulla di buono ne sarebbe venuto fuori, ed ora due delle persone che lo conoscevano meglio gli stavano dicendo la stessa cosa.
Lui si sentiva così sicuro che niente di cattivo sarebbe successo mentre era al controllo della Wolfram e Hart.
Lui poteva fare del bene qui, con queste risorse e il grosso sostegno finanziario che aveva.
Lui poteva fare del bene.
Niente di cattivo sarebbe successo.
Capitolo quattro
Buffy camminò attraverso l’atrio fiocamente illuminato della Wolfram e Hart, i piedi la stavano conducendo verso il laboratorio medico, dove aveva trovato Spike il giorno prima. Aveva bisogno di un consiglio, l’opinione di una ragazza, e lei aveva deciso di parlare a Fred della sua questione delicata.
Quando Spike l’aveva lasciata per andare fuori in missione con Angel, lei si era chiesta come fare per diminuire o dissipare la tensione che c’era tra lei, Spike ed Angel. Angel aveva una ragazza ma lei non ne sapeva niente, ed è qui che Fred entrava in gioco. Non solo lei poteva darle informazioni in merito, ma poteva consigliarla sul fare la cosa giusta. Il suo piano era semplice, andare al laboratorio e parlare con Fred.
Buffy spingendola aprì la porta, la stanza in cui entrò era molto illuminata ora doveva trovare la ragazza in questione. Quando Fred venne fuori dal suo ufficio, le fece un grosso sorriso.
<< Hey, ti va se parliamo? >> chiese Buffy.
Fred sorrise di rimando, mentre scendeva gli scalini << Quante possibilità ci sono che non si tratti di qualcosa a proposito di due vampiri che entrambe conosciamo ed amiamo? >>
<< Già, piuttosto ovvio, Huh? >> Buffy toccò con le dita gli alambicchi di vetro nella mensola più vicina a lei e sospirò.
Fred sorrise internamente vedendo come Buffy stesse facendo inconsciamente, la stessa identica cosa che faceva Spike, ogni volta che si trovava in laboratorio. Si chiese se loro sapessero quanto fossero simili l’uno all’altra.
<< Bene, io sono tutta orecchi…stasera non c’è niente in programma e stavo quasi per andarmene…>>
Fred fu interrotta dalle porte del laboratorio che si spalancarono di botto, mentre entravano due uomini piuttosto corpulenti che portavano un sarcofago di pietra. Si avviò verso di loro curiosa, mentre questi le porgevano dei documenti da firmare.
<< Firmi qui, per favore>> disse bruscamente uno dei tizi e Fred lesse la fattura.
Buffy aggrottò le sopracciglia osservando quegli uomini attentamente. Qualcosa a loro riguardo le gridò “guai in vista” e guardando con l’angolo dell’occhio notò una persona, che sembrava essere un assistente di laboratorio che li guardava intensamente.
Giratasi per guardarlo, lo vide scomparire in una stanza lì dietro. Il suo interesse per lui calò, quando si voltò di nuovo verso Fred che stava fissando il sarcofago di pietra di fronte a lei, mentre i due uomini se ne erano andati.
<< Che cos’è? >> chiese Buffy camminando verso il sarcofago e mettendosi dalla parte opposta di Fred.
<< Non saprei…guarda questi geroglifici, questo è… >> disse Fred accendendo una luce circolare e posizionandola sul coperchio, le mani gli volteggiavano sopra, come se avesse paura di toccarlo. << Io non ho mai visto prima qualcosa di simile a questo…..tu? >>
<< Nemmeno io, m’immagino che la nostra chiacchierata fra ragazze sia stata rimandata. Questo ha la precedenza su tutto! >> Buffy toccò leggermente il coperchio di pietra e aggrottò le sopracciglia di nuovo. Le punte delle dita le formicolavano nel punto in cui lo aveva toccato, aveva potuto sentire un brivido di freddo che le risaliva lungo il braccio ed un senso opprimente di potere.
Qualcosa non era certamente giusto.
<< Cosa c’è che non va? >> chiese Fred mentre guardava Buffy da vicino, mentre lei fissava assente il manufatto fra di loro; lo guardava come se stesse cercando di assorbire qualcosa o s’immaginasse cosa c’era dentro.
Buffy tolse la sua mano dal coperchio e lo fisso << Qualcosa non è giusto, anzi e decisamente sbagliato. Questo…c’è una storia di potere in esso, distruttivo, vecchio. Sento che in qualche modo io dovrei saperlo. Mi è familiare e sconosciuto al tempo stesso. Probabilmente non è niente, solo il mio strano senso della cacciatrice. E’ un po’ diminuito da quando Spike scomparve.
<< Posso immaginarlo >> Fred toccò il coperchio e rimase un poco delusa quando non sentì le cose che Buffy aveva descritto.
<< E cosa dicono sul documento? >> chiese Buffy accennando con la testa al pezzo di carta che Fred aveva messo sulla tavola vicino al muro.
<< Non molto. Non dovrebbe neanche essere qui, noi non trattiamo questo genere di roba di solito. >> Mentre parlava, Fred sentì che la temperatura dell’aria della stanza si stava raffreddando. << Sono io, o sta diventando più freddo qui? >>
<< Non sei tu…è questa cosa! >> Buffy indicò verso il sarcofago che era fra di loro e continuò ad aggrottare le sopracciglia << E’ come se stesse succhiando il calore dell’aria! >>
Fred si piegò più vicino ad esso, mentre Buffy si allontanava dal manufatto.
<< Allora, probabilmente dovrei lasciarti a studiare questa cosa o qualunque altra cosa fai alle grandi scatole di pietra. Possiamo parlare in un altro momento a riguardo di Spike ed Angel, posso aspettare…>> disse Buffy facendo le sue scuse, mentre guardava Fred che toccava il sarcofago, desiderava andare via da quel posto e da quel manufatto che stava iniziando ad importunare i suoi sensi.
Rimase ferma sul posto quando Fred non rispose; stava borbottando qualcosa mentre tracciava con le dita i geroglifici incisi sul coperchio.
<< Cosa ci sarà dentro? >> mormorò Fred, mentre con la mano spazzolava le grandi gemme colorate che lo decoravano, cercando una risposta e sperando che spuntasse da sola << Cosa sono queste belle pietre…è vecchio…lo so che è vecchio….cos’è questo…>>
Come Fred toccò una pietra viola, ci fu un rumore stridente ed un’apertura apparve sul coperchio, mentre veniva rilasciato nell’aria un soffio di polvere che pervase il laboratorio.
Istintivamente lei si tirò indietro.
Gli occhi di Buffy si allargarono e si mosse per afferrare un braccio di Fred per tirarla via, ma nel mentre che si muoveva, il buco si richiuse. Buffy e Fred tossirono simultaneamente, mentre si allontanavano dal sarcofago ed aspettavano che la polvere si posasse. Si guardarono a vicenda, entrambe chiaramente confuse da quello che era appena successo.
Fred si riavvicinò lentamente al sarcofago, con le sopracciglia che le si muovevano ritmicamente, mentre cercava di capire cosa avesse fatto per aprirlo. Era determinata a farlo di nuovo.
Buffy invece si tenne a distanza; incerta se lasciare Fred in pace con un tale potente oggetto o seguire i suoi istinti ed andarsene.
<< Allora, di cosa volevi parlare? >> chiese Fred gettando uno sguardo a Buffy per poi riportare la sua attenzione al manufatto.
Buffy si strofinò le tempie e sospirò, mentre pensava alla situazione con Angel e Spike.
Rilassandosi un po’. Tirò con forza un lungo sospiro e si mosse per avvicinarsi alla tavola vicina.
<< Stavo cercando di capire quello che posso fare. >>
<< Umm? >> Fred si tirò su e guardò Buffy che invece si stava fissando i piedi.
<< Voglio dire, io so cosa provo per Spike e cosa lui prova per me….ma Angel…>> Buffy alzò lo sguardo per guardare Fred che si stava movendo attraverso la stanza per andarle vicino << Io non credo che stia prendendo bene la cosa. >>
<< Penso che gli ci vorrà un po’ di tempo per abituarsi all’idea che tu ora stai con Spike, ma io credo che continuerà a seguire la sua strada. Lui ora ha qualcuno, lei è dolce, bella…e lei sarà buona con lui. >>
<< E lei è un lupo mannaro…>> Buffy sorrise mentre Fred le dava un’occhiata che significava che quanto era stato detto non era passato inosservato e chiaramente passibile di molti scherzi << Ho sempre pensato che lupi mannari e vampiri non si vedessero di buon occhio…>>
<< Wesley, sembra pensarla così. >> disse Fred in tono assente, mentre i suoi occhi erano tornati di nuovo al sarcofago << A lui piacerebbe mettere le sue mani su questo. >>
<< Wes? Ancora non posso sentire il suo nome senza immaginarlo con i capelli imbrillantinati e gli occhiali, tutto vecchio inglese a modino. >> Buffy ridacchiò mentre s’immaginava la sua versione di Wesley, contro i lineamenti marcati che aveva visto prima nel laboratorio.
<< Ho visto le sue foto….lui le tiene nascoste, ma io una volta le ho viste. >> Fred si spinse gli occhiali sul naso e si permise di far uscire dalle labbra una risatina.
<< E’ migliorato! >> Buffy noto, che il linguaggio del corpo di Fred, cambiava ogni volta che Wesley veniva nominato, lei diventava improvvisamente timida, timida.
<< Spike non è mai stato diverso….voglio dire…c’è stato il chip e poi il fatto che ha ripreso la sua anima per amore…m’immagino che sia stato un grande cambiamento, dimentica quello che ho detto. >> fece Fred goffamente.
Buffy tirò indietro la testa e fisso senza vederlo il soffitto, mentre tirava un grosso sospiro. << Lui è cambiato, altro che il chip e l’anima, lui è cambiato! >>
<< Come ha fatto? >>
<< E’ qualcosa che va oltre le parole, penso. L’ho osservato cambiare in tutti questi anni, mentre cercava di riscattarsi e cercava di essere un uomo migliore. Non è stato facile per lui, ha affrontato l’inferno per fare la cosa giusta, ha fatto quello che sentì fosse la cosa più giusta per sé stesso, per essere un uomo buono. >> Buffy guardò in alto e Fred la sorprese mentre stava sorridendo trasognata.
Si riscosse e si stiracchiò. Si sentiva stanca. Chiaramente il jetlag stava iniziando a farsi sentire, inoltre non aveva quasi dormito per niente, in questi due giorni.
<< Sembri essere orgogliosa di lui! >>
Buffy alzò le sopracciglia mentre ci pensava, e poi annuì con la testa << Più di quanto lui saprà mai. E’ stato così duro per lui, diventare l’uomo che voleva essere. Ha lottato contro tutte le difficoltà che gli sono state messe contro…penso di amarlo ancora di più per questo! >>
Fred mise dolcemente la mano sulla spalla di Buffy e sorrise. Comprese che Angel non era più veramente una figura importante nella vita di Buffy, lei non provava più per lui quello che provava prima, e lei sperò che Angel lo capisse e che le permettesse di rifarsi una nuova vita con Spike.
Stringendosi fra le braccia per tenersi calda, Buffy diede a Fred un piccolo sorriso e poi la guardò mentre l’interesse di lei tornava al sarcofago.
Gettò uno sguardo all’orologio sul muro. Erano le tre di mattina passate.
Desiderò che Spike tornasse presto.
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Un’ora più tardi, camminando nell’atrio con Fred, Buffy si tese e sospirò, il suo mal di schiena stava peggiorando. Cercò di ricordarsi quando era iniziato e giunse alla conclusione che la causa doveva essere stata il letto cigolante di Spike.
Quando guardò verso l’alto, vide Wesley che veniva verso di loro e gettò uno sguardo a Fred, notando che ora lei sembrava improvvisamente più brillante, ora che lui era in giro. Sorrise a sé stessa, chiedendosi se succedeva anche a lei, quando guardava Spike che le stava intorno, come se volesse accendere il mondo con un sorriso.
<< Ho sentito che hai avuto una consegna misteriosa. >> disse Wesley sorridendo e toccando dolcemente il braccio di Fred << Vuoi dirmi quello che sai in proposito? >>
Il sorriso di Fred si allargò << E’ un vero mistero. Alcune ore fa è successa una cosa strana, si è aperto e poi richiuso, da quel momento, non siamo stati più in grado di fare niente. >>
Buffy continuò a camminare per la sala, mentre Fred e Wesley, andavano verso i gradini. Come si aprirono le porte dell’ascensore, sentì un ronzio nello stomaco, che Spike le procurava sempre. Guardando in giù dal balcone, gli sorrise quando lo scorse e comminò attraverso l’atrio verso i gradini per raggiungerlo.
Mentre lo salutava con la mano, Buffy sentì lo stomaco sobbalzare e poi più niente. Si sentì vuota, come se qualcuno avesse appena spento i suoi sensi di cacciatrice. Un secondo prima Spike era nel suo radar e un secondo dopo non c’era più. Guardando dalla balaustra, lo vide in piedi, mentre stava guardando verso di lei.
Spike aggrottò le sopracciglia, mentre la sentiva scomparire. L’aveva percepita con i suoi sensi, da quando era arrivato nell’edificio, avrebbe potuto dire che la sua cacciatrice era vicina, ma ora lei era scomparsa. La stava fissando direttamente, ma non riusciva più a sentirla.
Wesley guardò in giù verso Spike, ed osservò la preoccupazione incisa nei suoi lineamenti. Seguì il suo sguardo fisso e girandosi, si trovò a vedere Buffy che sbiancava, tenendosi lo stomaco ed allargava i suoi occhi prima di tossire sangue.
Come Buffy, precipitò sul pavimento, perse il contatto con il mondo attorno a sé, si sentì trascinare via, fuori da sé stessa, come se ovunque stesse andando, fosse un luogo così profondo che non c’era nessuna possibilità di tornare indietro. Tutto quello che la circondava svaniva, per poi annerirsi, l’ultima cosa che riuscì a sentire, fu Spike che gridava disperatamente il suo nome, e lei voleva gridare a lui attraverso tutta la sua paura.
Non lasciarmi.
Capitolo cinque
Spike si sentì come se qualcosa di vuoto e freddo l’avesse sommerso, mentre cullava Buffy fra le sue braccia, il corpo di lei rimaneva per metà sulle sue ginocchia, quando si era inginocchiato accanto a lei, mentre le persone si accalcavano intorno a loro. Lottò per riguadagnare il controllo delle emozioni, mentre fissava in basso la ragazza, la sua ragazza che solo alcune ore prima era stata così piena di vita, ma ora lei era così fredda e immobile, che gli fece ritornare i dolorosi ricordi della notte di più di due anni prima, in cui l’aveva persa. Seppellì il volto nel suo collo e la tenne stretta a sé, mentre gli rivolgeva silenziose dichiarazioni appassionate, mentre l’implorava di non abbandonarlo.
Non lasciarmi.
Tirando su con il naso le lacrime e la confusione, le tirò indietro i capelli dal volto e li lisciò piano, prima di asciugarle dolcemente la bocca con il fondo pulito della sua maglietta. Le diede un bacio tremante sulla fronte e pianse un po’ di nuovo, mentre ascoltava il suo respiro flebile. Sentì come se tutto il suo mondo, scivolasse via con lei, che questa era colpa sua perché l’aveva cercata.
<< Datele un po’ di spazio! >> ringhiò minacciosamente Spike, alle persone raggruppate vicino a loro. Stavano soffocando sia lui che Buffy, stavano facendo soffocare la sua ragazza. Scivolò istintivamente nelle sembianze di vampiro per mostrare loro, come fosse serio e deciso a proteggerla
<< Indietro, via, prima che mandi qualcuno a farsi fottere! >>
Il labbro inferiore tremava, le dita corsero alla fronte viscida di lei, lisciandola dolcemente prima di posarvi sopra una mano. La mano gli stava quasi gelando toccandola e lasciò che una lacrima solitaria gli scivolasse sopra la guancia.
<< Stai con me, love, lotta, per favore…>> bisbigliò Spike con voce rauca, mentre le posava un altro bacio sulla fronte e sentiva il suo controllo spezzarsi. L’aveva lasciata solo da qualche ora, un secondo, niente di più, ed ora c’era qualcosa che non andava, qualcosa che lui non sapeva come sistemare. Alzando la testa, guardò gelido e con occhi duri le persone che gli stavano attorno. Erano loro i responsabili di questo. << Che cazzo è successo? >>
Fred batté le palpebre e prese un profondo respiro, prima di inginocchiarsi accanto a lui. Non aveva una risposta alla sua domanda, ma qualcuno doveva cercare di prestare aiuto, e gli altri non sembravano stessero cercando di fare nemmeno una mossa verso Spike. Cercò di mettere una mano rassicurante sulla sua spalla, ma lui le ringhiò contro. Quando vide che Wesley si stava facendo avanti, lo fermò con una mano e scosse negativamente la testa.
Abbassò la testa per vedere negli occhi di Spike, mentre lui continuava a lisciare i capelli di Buffy e a fissare il suo viso. Fred mormorò piano le sue parole, sperando che lui l’avrebbe ascoltata. << Dobbiamo portarla nell’area medica, Spike, per favore? >>
Lui rimase come se sembrasse a pezzi, gli occhi fissi su Buffy. Fred poteva vedere che non stava respirando, guardava solamente la ragazza nelle sue braccia, come se si aspettasse che da un momento all’altro lei facesse un recupero miracoloso.
Spike sospirò verso di Buffy, la sua ragazza, una volta così forte, ora sembrava così debole, così fragile e vulnerabile. Poteva sentire il lento ma fermo battito del suo cuore, poteva vedere il lento aumento e la caduta del suo torace, mentre respirava e questo gli diede la forza di muoversi. Doveva fare come gli aveva chiesto Fred, Fred l’avrebbe salvata, lei avrebbe capito cosa c’era che non andava.
Mettendo un braccio sotto le gambe di Buffy e l’altro dietro la sua schiena, la sollevò dolcemente nelle braccia e rimase fermo in piedi. Prese un respiro profondo e la strinse forte a sé, mentre faceva cenno con la testa a Fred, mentre le faceva capire che lui era pronto a fare come lei gli aveva chiesto.
Seguendo Fred verso l’atrio per andare al centro medico, Spike tenne gli occhi fissi su Buffy, mentre pregava silenziosamente che sarebbe stata di nuovo bene.
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Buffy rimase per un po’ con gli occhi chiusi, mentre si adattava a quella strana debolezza che le sembrava impregnare ogni fibra del suo essere e cercando di ricordare cosa fosse successo. Ingoiò di riflesso, quando si ricordò del sangue, mentre cercava di spostare il muco che sembrava ostacolarle la gola. Sbattendo gli occhi, li aprì lentamente, cercando di aprire la bocca, ma le sue labbra asciutte rimasero come murate insieme. Costringendole ad aprirsi, prese un profondo respiro che le causò un dolore sordo che si ripercosse attraverso tutto il suo corpo.
Finalmente batté le palpebre per permettere agli occhi di mettere a fuoco, e fu grata che la stanza attorno a lei fosse fiocamente illuminata, perché anche quella poca luce, le faceva male agli occhi. Osservando lentamente attorno, vide che la stanza era piena di persone, piena di amici, ma non i suoi amici.
Ansimò leggermente, quando tentò di respirare normalmente, lasciò scorrere gli occhi verso la sua mano. Era stretta fra quelle di qualcuno che riconobbe, e si sentì come se stesse per soffocare dalla paura che l’aveva afferrata, quando guardò verso di lui. Facendosi forza alzò gli occhi per incontrare quelli di lui e cercò di capire quanto cattiva fosse la sua situazione.
Lo sentì stringerle dolcemente la mano e guardò come si costringeva a sorriderle, e questo la fece sentire solamente peggio. Nei suoi occhi, lui non poteva nasconderle niente. Nei suoi occhi, vide tutto.
Lui era pietrificato.
Buffy seppe quello che voleva sapere senza dover chiedere niente. In tutti gli anni che lo aveva conosciuto, non lo aveva mai visto nemmeno una volta spaventato. Se lui ora era spaventato, c’era qualcosa di male, qualche genere di male, dal quale lei non aveva possibilità di riprendersi. Sentì il cuore stringersi nel torace, quando l’emozioni l’afferrarono là, gli occhi minacciarono di farsi tradire con lui, facendogli vedere come fosse spaventata anche lei.
Spike cercò di sorriderle ancora, cercò di non farle vedere quanto tutto questo lo faceva soffrire, e di come fosse brutta la situazione. Non voleva provocare il suo panico, non voleva spaventarla, fino a quando la squadra medica non avesse finito e non avrebbero saputo dirgli se lei stava per morire o no.
Tuttavia, lui lo sapeva.
Poteva sentirlo, la sentiva scivolare via da sé ogni secondo che passava, sentiva che lo stava lasciando. Sapeva che anche Angel, riusciva a sentirlo. Angel aveva iniziato subito a fare delle ricerche, il secondo dopo aver visto Buffy incosciente fra le sue braccia. Stava facendo del suo meglio per salvarla.
Spike chiuse gli occhi e sospirò internamente. Angel si stava rompendo le palle per salvarla e lui cosa stava facendo? Era seduto vicino al suo letto e le stava tenendo la mano. Anche lui voleva giocare a fare l’eroe, ma non poteva lasciarla.
Le aveva fatto una promessa.
Il suo posto era qui con lei, accanto a lei.
<< Hey, bello, perché sei così spaventato? >> gracchiò Buffy, quando ritrovò la voce e cercò di sorridergli tremula, mentre sperava di alleviargli qualche preoccupazione, ed anche la sua allo stesso tempo.
Trattenendo le lacrime che gli erano salite agli occhi, sentendo la sua fragile voce, cercò di sorridere in risposta al sorriso che lei gli aveva appena fatto.
<< Facciamo i bravi, Buffy, love, non agitarti. Sarai curata in poco tempo >> Spike lisciò con il pollice dolcemente la sua mano, mentre chiudeva dentro di sé le sue emozioni.
<< Spike….>> Buffy vedendo le lacrime che splendevano nei suoi occhi sentì i propri che si riempivano velocemente, mentre cercava di venire a patti con quello che le stava accadendo << Non lasciarmi mai….Non voglio essere da sola…>>
Spike deglutì dolorosamente e tenendo la sua mano un po’ più stretta cercò di ritrovare la voce. Era così mortalmente pallida, così debole quando cercò di parlargli, la sua voce così forzatamente tranquilla. Sentì che le emozioni cercavano di travolgere la barriera invisibile che aveva creato e tentò ancora di essere forte per lei.
<< Tu non lo sarai, love, ti ho fatto una promessa al riguardo. Io starò qui, esattamente accanto a te! >> Guardò oltre la spalla a Fred, Wesley e Lorne. Loro annuirono e se ne andarono silenziosamente. Girandosi di nuovo per affrontare Buffy, si chinò in avanti e le asciugò una lacrima dalla guancia con il dorso delle dita. La sentì così fredda. << Visto, abbiamo le truppe che marciano in azione, guarirai in poco tempo. >>
Qualcosa nel suo modo di fare, mentre cercava di essere simile al vecchio sé stesso, fece capire a Buffy che lui stava lottando per trattenersi per amor suo. Non avrebbe saputo dire se lo preferiva così, o se voleva vedere come si sentiva veramente, perché in quel caso avrebbe saputo come stavano realmente le cose.
<< Continui a dire così, perché ho bisogno di essere curata? >> la sua era quasi la voce di una bambina e il suo labbro inferiore tremò, quando vide gli occhi di lui riempirsi di lacrime.
Spike, per un secondo, si sentì come se ogni controllo delle sue emozioni fosse svanito improvvisamente ed ora non riusciva più a fermarle dal sommergerlo, rompendo gli argini che si era costruito.
<< Non sappiamo il perché, ma lo sapremo al più presto. Test e roba simile, tanti libri…tu odi i libri….io troverò un modo, Buffy. Non ti deluderò…>> afferrò stretta la mano di lei e si rese conto che le sue tremavano, le lacrime minacciavano di uscirgli dagli occhi << Non ti permetterò di lasciarmi, non ti permetterò mai, di andare via….>>
Buffy non fermò le calde lacrime che le scivolarono sulle guance. La vista di Spike così turbato, le stava mostrando come stavano veramente le cose la stava costringendo a comprendere che la cosa era seria, qualsiasi cosa fosse, e se i suoi sospetti fossero stati giusti, non c’era possibilità di ritorno.
Rivolgendosi a lui, carezzò dolcemente la sua guancia, cercando di dargli conforto, per quanto il suo debole stato le permetteva. Sorrise attraverso le lacrime, quando lui chiuse gli occhi e si chinò nel sentire il suo tocco, cercando conforto da lei.
<< Io non ti lascerò mai, Spike! >> gli disse a bassa voce Buffy ed aggrottò le sopracciglia quando i loro sguardi s’incontrarono. << Ti amo troppo per lasciati. >>
Spike sorrise e tirò su con il naso mentre si asciugava le lacrime con il dorso della mano, mentre cercava di nuovo di essere forte in modo da non spaventarla di più di quanto aveva già fatto.
<< Ti amo anch’io, bellezza. >>
Lei rimase silenziosa per un momento, quando lui le prese la mano e se la portò al volto, tenendola con la sua, contro la guancia. Buffy lo sentì baciarle il palmo della mano e sentì come la fitta di un coltello, la sensazione di paura era di nuovo dentro di lei.
<< So cosa sta succedendo. Posso sentirlo. Qualcosa, dentro di me sta cercando di portarmi via….mi sta uccidendo. >> Lasciò che una lacrima le precipitasse sulla guancia ed le altre la seguirono, quando perse finalmente il controllo.
<< No, love…shhh…non dire questo. Tu starai meglio, noi ti cureremo bene e nel modo giusto e poi starai bene….>> Spike prese la lacrima con il dorso del dito e la raccolse. Non sapeva se cercava di convincere lei o sé stesso, quando disse quelle cose, ma non poteva permetterle di rinunciare alla speranza. Era troppo presto. << Non piangere, baby….per favore, non piangere. >>
<< Non voglio morire…>> disse Buffy mentre aggrottava le sopracciglia e sentiva che altre lacrime volevano uscire. Cominciò a piangere a dirotto, mentre Spike si era messo a sedere accanto a lei e la teneva stretta fra le braccia.
<< Non stai morendo, baby. Te l’ho detto, io non ti permetterò mai di andare via! >> Le allacciò le dita dietro la schiena, sotto i suoi capelli e la tenne dolcemente a sé, cullandola piano, mentre cercava di confortarla e rassicurarla.
Buffy sentì le sue forti braccia che la cullavano e si rilassò contro di lui, come se quel momento di calma, avesse lavato via tutte le sue emozioni caotiche. In qualche posto, nel profondo di sé stessa, seppe che quanto lui le aveva detto, lo aveva detto seriamente.
Lui non avrebbe mai permesso che lei morisse.
Non di nuovo.
Lui, questa volta, avrebbe trovato un modo per salvarla.
Capitolo sei
Spike camminava nell’atrio, mentre cercava di assorbire le informazioni che gli erano state appena date, sulla condizione di Buffy. Stava accadendo tutto così rapidamente che gli girava la testa, non c’era abbastanza tempo per considerare quello che gli era stato detto, non c’era abbastanza tempo per salvarla.
Fermandosi davanti al vetro, si mise a fissarla. Lei stava dormendo tranquilla, la sua respirazione era debole e si abbassava, mentre lottava contro qualunque cosa fosse quello che l’aveva infettata. Facendosi forza ed asciugandosi gli occhi, si girò per affrontare Angel quando gli si avvicinò. Il suo amico vampiro lo guardò per sapere se stesse bene.
<< E’ vero? >> chiese Spike a voce bassa, anche se non aveva bisogno di chiedere, visto che poteva vedere negli occhi del suo gran-sire che lo era, ma voleva una conferma con tutto sé stesso. Guardò il cenno di Angel.
Non aveva mai pensato che un tale piccolo gesto di conferma, potesse portare un così grande danno morale.
Si sentì come se venisse lacerato in due parti, come se la sua ultima speranza venisse gettata via e lui fosse lasciato ad affrontare la rigida, fredda realtà di quanto stava per accadere.
Spike si girò e colpì forte il muro dietro di sé, penetrando nell’intonaco fino al vuoto che c’era sotto. Ridacchiò piano quando fissò la mano, mentre ricordava quando lei era tornata in vita e lui stava camminando nella sua cripta.
<< E non c’è nessun modo per fermarlo? >> Spike guardò di nuovo Angel da vicino; lui fece semplicemente ricadere la testa e poi guardò verso Buffy.
Le lacrime riempirono ancora gli occhi di Spike, mentre si rendeva conto che la sua ragazza scivolava via. Non poteva permetterle di andarsene, non voleva.
Non questa volta.
<< Ci deve essere un modo. >> sbottò frustrato premendo la mano sul vetro, mentre guardava il suo sonno pacato. << Lei non può andare via…non di nuovo….Io ho bisogno di lei…>>
<< Ti capisco. >> sospirò Angel, mentre guardava Spike lottare contro i suoi sentimenti.
<< No! Tu non capisci! Lei finalmente mi ama. L’ho persa una volta, non la perderò di nuovo. Ci deve essere un modo per fermare questo, e che noi siamo dannati, se non riusciamo a trovarlo. >> Spike restrinse gli occhi in due fenditure scure mentre fissava in modo accusatorio Angel, le lacrime minacciarono di scendere quando iniziò a perdere il controllo. Si sentiva così disperato, così agitato << Trova un modo, deve esserci da qualche parte un modo….lo devi trovare. >>
Angel mantenne il sangue freddo e pronunciò piano le parole, mentre sperava che arrivassero al vampiro più giovane, che non c’era niente che loro potessero fare per Buffy ora. << E’ una questione di ore. Se si fosse trattato di Fred, come il colpevole aveva inteso fare, l’avremmo già potuta perdere. La forza della cacciatrice di Buffy è l’unica cosa che lotta contro l’infezione.>>
<< No…lei sta lottando contro di lui, non la cacciatrice. Io so che è lei che sta lottando contro di lui. Lei non vuole lasciarmi….non lo fa….non vuole. Io non voglio farlo. >> Spike era tornato con lo sguardo fisso alla sua ragazza e cercò di digerire le informazioni che aveva ricevuto poco prima dell’apparizione di Angel.
Due ore prima, Charles aveva scoperto che quanto stava accadendo a Buffy, era colpa di Knox, l’assistente di laboratorio. Spike tese la mascella mentre ricordava che Charles aveva confessato di aver firmato li il documento che aveva permesso alla dogana di rilasciare il sarcofago, e silenziosamente desiderò di essere stato lui, e non Angel, a mandare Charles all’ospedale.
Buffy stava morendo a causa di un attacco dall’interno, l’infezione era un antico dio demone, Illyria. Stava lentamente prendendo il suo corpo ed era una questione di ore, lei se ne sarebbe andata per sempre, senza la speranza di riportarla in vita questa volta. Spike sapeva di dover fare qualcosa, doveva salvarla in qualche modo, ma stava perdendo velocemente tempo e idee. Quel demone non era indirizzato a lei, era stato concepito per Fred, ma aveva scelto la sua ragazza, perché lei era la più forte.
Questo non era il suo destino.
L’avrebbe salvata in qualche modo.
Lasciando che i suoi occhi rimanessero su Buffy, la guardò e capì che lei era consapevole di quanto le stava accadendo, lei sapeva così come lo sapeva lui. Era grato che la squadra continuasse nella sua ricerca, studiando il dio demone e cercando qualche modo per salvare Buffy da esso. Come lei si mosse leggermente, Spike si diresse alla porta e prese in mano la maniglia, fece una pausa prima di girarla e si voltò verso Angel.
Angel lesse chiaramente nei suoi occhi ed accennò con la testa prima di battergli rassicurante sulla spalla << Non le permetteremo di andarsene senza lottare. >>
Spike guardò il suo gran-sire camminare per l’atrio e poi prese un respiro profondo prima di entrare nella stanza.
Sedendosi sulla sedia vicina al letto di Buffy, Spike le prese una mano e sospirò mentre l’accarezzava dolcemente e la guardava. Le tirò su le coperte, ascoltandola lamentarsi piano, mentre lottava contro la forza invisibile che l’attaccava.
<< Shh, love, fermeremo questo….>> Le posò la mano fresca sulla fronte ed aggrottò le sopracciglia, stava bruciando sotto la mano. Si chiese quanto tempo ci sarebbe voluto, prima che lei se ne andasse via, ed il demone prendesse il suo corpo, prima che giungesse alla sua anima.
<< Spike…>> Buffy si lamentò e rabbrividì sotto il freddo delle sue dita. Si sentiva stanca, desiderava così disperatamente dormire, in modo da potersi sentire meglio. Sentiva il suo corpo debole ed apatico, la febbre che la consumava, mentre cercava di respirare normalmente.
<< Resta qui, baby, non andare via. >> le diede un bacio gentile sulle labbra e la sentì che debolmente cercava di baciarlo a sua volta.
Quando si tirò indietro, stava di nuovo dormendo. Chiuse gli occhi e si morse il labbro, quando pensò a quello che gli era stato detto. Come poteva dirle cosa stava accadendo? Come poteva spiegarle che un dio demone, si stava inserendo in lei, rubando il suo corpo per usarlo come un suo guscio?
Come poteva dirlo a Down?
Facendo ricadere la testa, lasciò che le lacrime scivolassero silenziosamente sopra le guance.
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Angel spinse lentamente la porta per aprirla. Era passata un’ora da quando aveva controllato come stava Buffy e non fu sorpreso di vedere Spike ancora seduto accanto a lei, con la mano di lei stretta nella sua.
<< Come sta? >> parlò piano, cercando di non disturbarla.
Sembrava così pallida, così tirata. Le sue labbra una volta rosse ora erano rosa scuro e ansimava piuttosto che respirare. Non poteva vederla così vicino alla morte, non poteva stare fermo in piedi mentre la sentiva andare via, non sapeva come Spike riuscisse a farcela, a vederla morire, ancora una volta.
Solo che questa volta non sarebbe stata sepolta, la sua pelle sarebbe stata portata da un altro e tutti avrebbero visto il demone che lei era. Si chiese se avrebbe avuto la forza di ucciderla, se fosse stato di vedere il demone e non lei.
Spike fece un sospiro.
<< Mi piacerebbe dire bene, ma non credo che sia così. >> Si girò piano per affrontare Angel, potè vedere l’angoscia nei suoi occhi e si chiese, come doveva apparire lui, stanco, misero, per non dire di peggio. << Ci sono novità? >>
Cercò per l’ultima volta di sperare che c’erano, che la ragione per cui Angel era qui, non era per guardare Buffy affievolirsi, ma per dirgli che lei presto sarebbe stata bene, dritta come un fuso.
<< C’è un posto. >> iniziò a dire Angel e vide lo scintillio dell’evidente speranza di Spike, accendersi come una fiamma. << In Inghilterra, dove il sarcofago era contenuto. Dobbiamo andarci e dobbiamo farlo subito. >>
<< Non la lascerò. >> disse Spike scuotendo risolutamente la testa ed ascoltò il cambiamento della frequenza cardiaca di Buffy. Si girò per affrontarla quando lei si mosse.
<< Verrò con te…>> Buffy aggrottò le sopracciglia e cercò di chiamare a raccolta abbastanza energia per mettersi a sedere.
Spike si mosse per aiutarla e la prese fra le braccia, potè sentire il corpo di lei che tremava dalla stanchezza.
<< Non puoi, love, non sei abbastanza forte. >> disse dandole un’occhiata preoccupata e capì che lei non aveva intenzione di cambiare idea.
<< Io verrò con te, che ti piaccia o no. Non voglio stare senza di te e tu hai bisogno di andare. >> lo guardò il più severamente possibile e vide il suo volto addolcirsi, i suoi occhi restringersi teneramente nei suoi, mentre piegava la testa da un lato.
Lui considerò quello che lei stava dicendo per un momento, poi le fece un cenno con la testa e batté le palpebre quando cercò di sorridergli. Tendendo la mano le prese la guancia e le sorrise in risposta.
Angel guardò verso il pavimento e sospirò, portare Buffy non era una buona idea, sapeva che non avrebbe resistito al viaggio, ma era chiaro che lei e Spike non si sarebbero divisi e lui aveva bisogno che Spike lo accompagnasse.
<< Farò preparare l’aereo. >> Angel diede a Buffy un sorriso che nascondeva tutto il dolore che stava provando e cercò di memorizzare quello che lei gli fece in risposta.
<< Grazie. >> Buffy fece il sorriso migliore che poteva.
Come lo vide andarsene e lasciare lei e Spike da soli, Buffy chiamò a raccolta il suo coraggio per guardare Spike di nuovo. Sospirò quando i suoi occhi incontrarono quelli di lui, sembrava così stanco e pallido, aveva le guance segnate dalle lacrime mentre la guardava con gli occhi azzurri così pieni di dolore che le fecero fermare il cuore.
Accarezzandolo dolcemente con le dita, prese un lungo, profondo respiro prima di parlare.
<< Cosa c’e in me che non va? >> trattenne di nuovo le lacrime e cercò di essere forte e non lasciarsi andare come aveva fatto prima. Se fosse stata forte, poi forse avrebbe potuto lottare contro qualunque cosa fosse, quella che la stava consumando.
Spike non sapeva come rispondere a quella domanda. Aveva capito che cosa voleva dirgli, voleva che lui le dicesse le novità, ma non sapeva come dirgliele. Come poteva dirle che ogni speranza era andata persa, che aveva fallito? Come poteva vedere le sue lacrime, metterla di fronte alla sua morte? Come poteva lasciare che lei morisse?
Come poteva permetterle di andarsene?
<< Non era diretto a te. >> cominciò, sapendo che non stava per usare il suo miglior tatto, ma lei aveva bisogno di sapere lo stesso << Doveva essere diretto a Fred. Il sarcofago era la prigione di una dea demone, una degli antichi. Lei è stata rilasciata, ed ora lei è….>>
Buffy vide che lui non riusciva a dirlo, poteva sentire lo sforzo nella sua voce mentre lottava per tirare fuori le parole.
<< Sta prendendo il mio corpo. >> disse senza esitazioni e lui abbassò la testa. Il cuore le fece male, quando vide le lacrime scivolare sulle sue guance e poi lo guardò asciugarle via.
<< Noi non possiamo…non abbiamo trovato un modo per fermarlo…noi vogliamo, c’è ancora un po’ di tempo, love. Troveremo ciò di cui abbiamo bisogno di sapere in Inghilterra ed io ti farò stare bene di nuovo. >> tenne stretta la sua mano mentre ricacciava indietro le lacrime. Era sorpreso di come stesse prendendo bene le notizie, sembrava così calma quando la guardò e lei ricambiò lo sguardo.
Buffy prese un respiro, mentre lo teneva per poi rilasciarlo in un sospiro.
<< Io ti amo. >> disse onestamente e il suo sguardo divenne tenero, mentre teneva il dolore dentro. << Ti amerò sempre. Non importa quanto sta accadendo, non m’importa cosa farai…>>
Spike aggrottò le sopracciglia e cercò di capire cosa lei stesse dicendo. Il suo tono era così mortalmente serio che contrasse i muscoli, capì improvvisamente che la sua decisione di andare in Inghilterra con lui ed Angel, non era solo per non separarsi da lui.
Il panico lo prese allo stomaco e cercò di farsi forza contro le sue stesse paure, vedendo come il suo volto rimaneva risoluto.
<< Spike…>> Buffy gli strinse forte la mano ed aggrottò le sopracciglia, le si riempirono gli occhi di lacrime, sentendo che il suo corpo che si indeboliva sempre di più, ogni secondo che passava. << …ho bisogno che tu faccia una cosa per me. >>
Non poteva aiutarla notando che quanto fosse impaurito il suo sguardo, mentre la guardava. Era ovvio che poteva sentire cosa le stava accadendo e tutto quello che voleva fare, era far sì che migliorasse.
Se facendo quello che stava per chiedergli, avesse potuto alleviare il suo dolore, lo avrebbe fatto volentieri.
Accarezzandole i capelli, sembrò sprofondare nei suoi occhi e le diede un piccolo sorriso.
<< Qualsiasi cosa, love, basta che lo dici.>>
Capitolo sette
Angel guardò fuori dal finestrino e sospirò, vedendo per la milionesima volta che fuori era notte. Sapeva che stavano per avvicinarsi all’Inghilterra, sarebbero atterrati presto, ma ogni secondo che passava perdeva un po’ di speranza. Sentì come se stesse scivolando via, come la sabbia in una clessidra invisibile, e lui stesse guardando ogni granello precipitare.
La notte non gli offrì nessun conforto, non arrivò con il suo fresco abbraccio a stringerlo al seno. Non stanotte. La luna che era sorta sopra le coperte di nuvole, sotto il jet, sembrava prenderlo in giro, mentre gli mostrava la sua faccia piena, ma nascondendogli tutto il calore che conteneva. Ora aveva solo freddo, come lei.
Tornando con gli occhi alla coppia, fatta sedere di traverso rispetto a lui, guardò Spike che teneva le mani di Buffy, il suo pollice non cessava mai di muoversi calmante contro quello di lei. Non poteva sopportare di guardarla, non poteva sopportare di vederla così fragile, dopo che l’aveva conosciuta così forte.
Spike, una volta gli aveva detto, che aveva visto il meglio ed il peggio di Buffy, lui era stato là per lei in delle occasioni in cui Angel avrebbe odiato essere presente. L’aveva vista in cima al mondo per poi affondare nelle profondità del dolore. Lui era stato lì con lei.
Non vide come attraverso quella unione, quell’amore per lei, ora stesse tremando. Angel poteva vedere che lui stava cercando di essere il più forte possibile per lei, stava tenendo tutto il suo dolore chiuso dentro di sé, per poter essere il suo punto di forza nei momenti finali.
Desiderò essere al suo posto.
Desiderò di essere stato lui a vedere il suo meglio ed il suo peggio, per vedere lei. Spike aveva affrontato di tutto con lei, ed in risposta, aveva ricevuto la sola cosa che lei aveva tenuto nascosta al resto del mondo.
Lei gli aveva permesso di vederla.
La sua forza, ma cosa molto più importante, la sua debolezza. Aveva portato sé stessa a dipendere da lui, aveva permesso a sé stessa di amarlo ed essere amata, gli aveva dato il suo cuore e lo aveva fatto entrare talmente in profondità dentro di sé, dove non era mai arrivato nessuno.
Diritto alla sua anima.
Sospirò di nuovo.
<< Atterreremo fra poco. >> La voce del pilota crepitò nel citofono e Angel represse il suo desiderio di sospirare ancora.
Loro l’avrebbero salvata. Se lei avesse resistito solo un altro poco. Lei doveva resistere.
Guardò Spike che stringeva forte Buffy, mentre toccavano terra in Inghilterra. Non poteva negare che lei lo guardava come se stesse iniziando a perdere la battaglia e che per questo era su tutte le furie, era un miracolo che non si fosse già arresa a lei. Tutto ciò che in lei bloccava la dea demone, era la sua forza di volontà, la sua voglia di vivere e lui sapeva che la sua volontà era infrangibile, quando decideva di fare qualcosa.
Sperò che la sua forza di cacciatrice, l’aiutasse a resistere, fino a quando non avessero trovato il modo per fermare Illyria.
Angel si alzò nel momento esatto in cui l’aereo si avvicinò ad una macchina in attesa. Il secondo dopo che le porte si aprirono, stava camminando a lunghi passi sull’asfalto della pista, sapendo che Spike lo avrebbe raggiunto con calma. Come arrivò alla macchina, si fermò a guardare di nuovo l’aereo, aspettandosi di vedere Spike che aiutava Buffy a scendere gli scalini.
Quello che invece vide, furono gli scalini che tornavano sul jet e la porta chiudersi.
Quando i motori si riaccesero, si precipitò verso l’aereo e gridò verso la porta, ma la sua voce si perse nel frastuono.
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Quando ripartirono di nuovo, Spike tenne stretta la mano sopra quella di Buffy e la guardò sorridergli debolmente, mostrandogli quanto le sue azioni fossero importanti per lei. Sospirò mentre ricordava quello che lei gli aveva chiesto nel laboratorio medico, mentre ricordava cosa gli aveva promesso.
Dopo avergli detto che lo amava, Buffy, gli aveva semplicemente chiesto come avesse fatto per riavere l’anima. Lui le aveva spiegato delle prove del demone, di cui aveva sentito parlare nei suoi anni da vampiro cattivo, e che era andato alla ricerca di quella leggenda, sperando di trovarlo, volendo diventare un buon uomo e poterle dare quello che si meritava. Lei gli aveva chiesto quanto tutto questo fosse stato difficile da fare, come fosse stato difficile riavere la sua anima. Lui aveva sorriso e le aveva detto che era stata molto dura, la cosa più dura che avesse mai dovuto fare, ma che aveva lottato contro tutti loro, aveva fatto tutto quello che gli era stato richiesto, perché sapeva che era la cosa più giusta da fare.
All’inizio, aveva pensato che lei fosse semplicemente curiosa, ma mentre il loro discorso sull’Africa ed il demone continuava, aveva compreso che era molto più di una semplice curiosità per lei. Lei gli aveva posto delle domande particolareggiate sulle prove, su ognuna di esse e poi su quanto tempo ci fosse voluto per l’intero procedimento, e come si era sentito dopo. Gli chiese che cosa avesse provato nella cantina del liceo dove lo aveva trovato, quello che aveva passato in quelle settimane che gli ci erano volute per tornare a Sunnydale dall’Africa.
Aveva pensato che lei stesse veramente facendo una conversazione futile, per allontanare la mente dalla situazione in cui si trovava, ma lei gli aveva dato un’occhiata densa di paura, amore e cuore che si spezzavano solitari mentre cercava in lui un rifugio sicuro.
Gli aveva parlato di come fosse spaventata, come lui aveva visto nei suoi occhi per tutto il tempo, la paura e il sospetto che provò gli fece capire che lei stava per chiedergli qualcosa, qualcosa di grosso.
<< Vampirizzarmi. >> aveva bisbigliato Buffy.
<< Io non posso, amore….tu non sai quello che mi stai chiedendo di fare…>> le rispose con una voce che supplicava e si scusava al tempo stesso.
<< Io lo voglio, Spike. Cambiami. Lo sto chiedendo a te. Non voglio lasciarti, non voglio lasciare mia sorella, non di nuovo. >>
Lui aveva visto il dolore nei suoi occhi, sentì la sofferenza nella sua voce, mentre lottava per richiamare a raccolta abbastanza forza per continuare il discorso. Aveva saputo immediatamente che avrebbe fatto qualunque cosa che lei gli avesse chiesto, ma dentro la sua mente non poteva fare a meno di riflettere sulle ripercussioni di tale atto, di quello che le avrebbe fatto. Cosa sarebbe successo se non fosse stata lei a tornare? Sarebbe stato meglio riaverla così, e avere Illyria che infestava il suo corpo?
<< E se non dovesse funzionare…che facciamo se succede lo stesso? >> non era sembrato sicuro di sé stesso, mentre la guardava negli occhi.
Buffy si era sentita come se lo stesse perdendo, come se lui stesse per dirle che non lo avrebbe fatto, ed ogni speranza sarebbe andata persa per lei. Se poi Illyria, avesse divorato la sua anima, non ci sarebbe stata la possibilità di ritornare, nessuna possibilità di andare in paradiso. Se invece Spike l’avesse vampirizzata, la sua anima sarebbe rimasta intatta e lei avrebbe potuto riconquistarla di nuovo come aveva fatto lui.
Era entrata nel panico, mentre esauriva la sua energia, cercando di convincere Spike a fare quello che gli aveva chiesto.
<< Per favore, Spike? Fallo per me. Ho appena iniziato a vivere. Voglio stare con te. Non voglio diventare solo un guscio vuoto nel quale vivrà un demone…non voglio affrontare l’eternità nel vuoto…per favore? >>
<< Non posso…>> bisbigliò amaramente Spike, mentre si odiava per non essere abbastanza forte per la sua ragazza. Il pensiero di vampirizzarla, di cambiarla nella cosa che lei aveva sempre temuto di più, era troppo nauseabondo persino da immaginare.
L’unica cosa che lei aveva sempre temuto di diventare.
I suoi pensieri erano bloccati su quello.
Buffy gli aveva chiesto di farla diventare un vampiro, avverare ogni incubo che lei avesse mai avuto, trasformandola nella cosa che lei aveva odiato sopra di tutto. La cosa che lei aveva sempre temuto.
Comprese che lei stava ancora parlando, ancora cercando di convincerlo a cambiare idea.
<< In entrambi i modi io sono morta…se tu mi cambi con successo, almeno io ritornerò. Tratterrò una parte di me, i miei ricordi, il mio corpo. Perderò la mia anima, ma potrò riaverla, facendo quello che hai fatto tu. Tu sarai un buon sire Spike, io so che tu puoi….tu mi mostrerai come riavere la mia anima. >> gli aveva tenuto stretta la mano e dato un’occhiata così implorante, che lui non riusciva a guardarla.
<< Love…>>
<< In entrambi i modi io sono morta. >> ripetè Buffy con più forza, mentre riversava le sue speranze sulla parte demoniaca di lui, quella che era ancora egoista, quella parte di lui che avrebbe voluto tenerla in qualunque forma possibile, basta che fosse parte di Buffy.
Spike chiuse gli occhi e sospirò mentre le dava la sua risposta, mentre accennava con la testa, facendosi forza. Le aveva fatto una promessa che doveva mantenere, le aveva promesso che non l’avrebbe mai lasciata e che loro sarebbero stati per sempre insieme. Se esisteva anche una sola possibilità su cento, che questo avrebbe fermato Illyria, perché non avrebbe più avuto nessuna anima da consumare, valeva la pena di tentare.
Buffy guardò tranquillamente come Spike fissava in modo assente il retro dell’aereo, il suo volto pensieroso. Batté le palpebre lentamente quando lui si alzò, mentre si dirigeva verso il frigo per estrarre una bottiglietta di qualcosa. Quando vide che cos’era, quasi sorrise. Così era fatto Spike, sempre a cercare conforto e coraggio nel fondo di una bottiglia. Se gli avesse dato ciò di cui aveva bisogno, per fare quello che gli aveva chiesto, lei non glielo avrebbe negato.
Spike fece un sorriso a Buffy mentre le tirava su e le ripiegava la coperta, prima di mettersi seduto davanti a lei. La bottiglietta di whisky nelle sue mani non avrebbe fatto molto per cancellargli i pensieri dolorosi, ma in ogni caso lui ne aveva bisogno. Come Buffy affrontava i suoi sentimenti fuggendo, lui li affrontava bevendo. Gli ci voleva molto per ubriacarsi, vista la sua costituzione, ma funzionava lo stesso.
Chiudendo gli occhi mentre svitava il tappo, lui buttò giù tutta insieme la bottiglietta e poi si rilassò nella poltrone, quando sentì il liquido ambrato che scivolava nella sua gola. Quasi si strozzo, quando pensò all’altro liquido che l’avrebbe seguito presto, quel prezioso nettare che lui stava per rubare alla sua ragazza.
Per molto tempo era stato inebriato a riguardo di Buffy, affascinato dall’idea di gustarla. Ora che aveva questa opportunità servita su di un piatto d’argento, non avrebbe voluto fare più niente. Il pensiero del suo sangue era andato da paradisiaco ad infernale in una piccola mossa.
Sospirò mentre riapriva gli occhi e guardò la sua ragazza che cercava di resistere, mentre lottava per dormire nella scomoda poltrona. Movendosi verso di lei, alzò il bracciolo della poltrona e la spostò delicatamente in modo che potesse poggiare la sua schiena contro il suo torace.
Spike fece scivolare le dita in quelle di lei, sorridendo quando lei cercò debolmente di fare il solito giochetto con la sua mano e trattenne le lacrima quando ascoltò il suo battito cardiaco che si affievoliva.
Lei ora stava resistendo a malapena.
Dovevano arrivare là al più presto.
<< Fatti forza, baby. Ti tengo io. >> bisbigliò mentre le asciugava il sudore dai capelli, dalla fronte e dalle guance.
Buffy mormorò qualcosa e resistette all’abisso che voleva ingoiarla.
Non voleva ancora morderla. Sarebbe stata più sicura se fossero riusciti a raggiungere le caverne, quando fossero arrivati sarebbe stato quasi giorno e lui non poteva rischiare di trasformarla prima.
Cullata fra le braccia di Spike, Buffy trovò la forza per resistere al demone che l’aggrediva, mentre cercava di penetrare nelle sue difese finali e prenderla definitivamente. Spike doveva avere una ragione, sapeva che non la stava facendo aspettare inutilmente.
Aveva fiducia che lui si sarebbe preso cura di lei.
Perché le aveva promesso che l’avrebbe fatto.
Perché lui l’amava.
E lei credeva in lui.
Capitolo otto
Spike cullava Buffy a sé, mentre la portava sulle braccia, il suo corpo era troppo debole per raggiungere la caverna da sola. Il trasporto fu fatto rapidamente, il luogo dell’atterraggio non era molto vicino, distava circa tre miglia da dove era il covo del demone; doveva quasi correre per scappare dal sorgere del sole.
Una volta nelle caverne, Spike la posò dolcemente a terra, in un punto dove il sole non l’avrebbe raggiunta ed aggrottò le sopracciglia. Quando lei rabbrividì, le strofinò piano le braccia. La sua temperatura corporea si era molto abbassata ed ora era viscida di freddo sudore sulla pelle, anche quando lui si stava invece scaldando a causa del forte calore del sole che gli dava un colorito roseo.
Facendo un passo indietro, la fissò assente quando lei si appoggiò malamente contro la parete della caverna, il suo corpo ora era così debole, che lei non era niente di più di una floscia bambola di stracci. Trattenne di nuovo le lacrime che avevano minacciato di riempirgli gli occhi mentre la guardava.
Era così debole, così vicina alla fine. Non riusciva a pensare al suo sangue che diventava freddo, del suo diventare la causa della sua paura, ma lui doveva farlo. L’avrebbe delusa se non avesse fatto quello che gli aveva chiesto.
Ingoiando debolmente, Buffy sbatté gli occhi per aprirli e vide Spike che guardava in basso verso di lei, i suoi occhi erano un misto di dubbi e paura. Aprì la bocca quando sentì la forza lasciarla, non c’era più tempo per lui per pensare ancora.
Doveva farlo.
Lei non voleva lasciarlo, non di nuovo.
<< Io ti amo. >> bisbigliò e vide le sue sopracciglia solcarsi, i suoi occhi riempirsi di lacrime, mentre continuava a guardarla. << Questo è…quello che noi vogliamo….non essere mai più separati. >>
Inginocchiandosi accanto a lei, lui ascoltò il suo battito cardiaco che rallentava, quando le carezzò i capelli e cercò di sorriderle. Chiuse gli occhi quando vide le lacrime nei suoi e la comprensione si fece strada in lui.
Lei voleva così tanto stare con lui, che era disposta a cambiare. Avrebbe potuto chiedergli di ucciderla, per fermare Illyria, invece lei gli aveva chiesto di generarla. Questo non era veramente per sua sorella, o per qualcuno dei suoi amici, questo era solo per lui, per lui solamente.
Lei non voleva lasciarlo solo, dopo che l’aveva riavuto.
E lui stava per non farlo.
Le diede un’ultima occhiata, poi chiuse gli occhi, mentre scivolava nelle sembianze di vampiro, il suo volto cambiò e si modificò quando il suo demone venne avanti. Si diede un momento per abituarsi all’idea di quello che stava per fare e poi avvolse le braccia dolcemente intorno alla sua vita, mentre la sosteneva ed abbassava la testa verso il suo collo.
Espirò attraverso il naso, in un sospiro di piacere quando le sue labbra si strofinarono contro la sua pelle fresca, mentre assaggiava il suo profumo, mentre lei lentamente ma decisa faceva scorrere le mani sulle sue braccia e sulle spalle.
Spingendo via i dubbi e le paure, si ricordò quello che lei gli aveva detto, che lui sarebbe stato un buon sire per lei, che lei sapeva che l’avrebbe aiutata a riavere la sua anima.
E lui poteva.
Lui l’avrebbe riportata indietro, nessuna questione di quale fosse il prezzo.
La sua lingua le leccò leggermente la gola, e quando sentì il suo cuore fallire un battito ed indebolirsi, lasciò le sue zanne forare la sua carne. Aggrottando con forza le sopracciglia, tirò rapidamente su il suo sangue, mentre ingoiava più veloce che poteva, quando la sentì che stava perdendo la battaglia contro l’infezione.
Buffy chiuse gli occhi e li tenne più stretti che poteva, mentre lo sentiva bere il suo sangue. Capì perché lo stesse facendo velocemente; lui non voleva lasciarla vulnerabile ad Illyria.
Voleva che stesse con lui.
Quando sentì che i suoi denti le stavano lasciando il collo, chiamò a raccolta il più bel sorriso che poteva e lo tenne sulle labbra, quando lui si tirò su e la guardò.
Spike non sorrideva.
Lui si portò il polso alla bocca e lo morse con forza, assaggiando il suo sangue quando prese a scorrere. Allontanandolo dalla bocca, lo fissò per un attimo, mentre pensava a quello che stava per fare. Era meglio che lasciare che una dea uccidesse ogni parte di lei, eccetto la sua pelle. In questo modo invece una parte di lei sarebbe stata ancora Buffy e lui avrebbe potuto riavere la sua anima per lei.
Lui poteva salvarla.
Lui cominciò a farlo, quando, allentando la forte presa sul polo lo porse a Buffy e guardò come lei se lo portò alla bocca. Quando lei succhiò con tutta la sua forza, mentre cercava di mandare giù più sangue possibile, lasciò che le lacrime gli precipitassero dagli occhi e la pianse silenziosamente, mentre lei passava.
Spike chiuse gli occhi quando sentì le mani di lei scivolare via dalla sua ed il suo corpo afflosciarsi fra le sue braccia. Ascoltò il suo battito cardiaco che rallentava, mentre si affievoliva e lei spirava, scendendo nell’oscurità che l’aspettava. Tenendola al torace, pianse nei suoi capelli, quando ascoltò il battito finale del suo cuore e sentì il suo ultimo respiro, lasciare piano le sue labbra in un sospiro.
Lei se n’era andata.
Questo era solo provvisorio.
Lui stava per fare quello che era necessario per riportarla indietro questa volta.
Girandosi a guardare oltre la sua spalla, continuando a tenere a sé Buffy, lo sguardo di Spike, cadde sul grande demone che lo stava guardando dalle ombre della caverna. Aveva saputo che il demone era stato per tutto il tempo là, che li guardava mentre si scambiavano il sangue, mentre la guardava morire.
Posando dolcemente il corpo di Buffy a terra, le lisciò i capelli e le sorrise, prima di asciugarsi le lacrime dagli occhi.
Premette con forza una mano sullo stomaco, fino a farsi male, poi si spostò da Buffy e si appoggiò a terra con l’altra mano, cercando di vomitare i resti del suo sangue che non erano stati assorbiti dal suo corpo.
Ingoiando molte volte mentre fissava il pavimento, i suoi occhi si riempirono di lacrime, lottò contro i sentimenti caotici che aveva dentro, nella sua anima. Guardando con l’angolo dell’occhio verso dove aveva posato Buffy ingoiò di nuovo, quando vide i segni del suo morso sul collo di lei. Tutti quegli anni a volerla uccidere, tutti quegli anni a volerla proteggere, tutti portati via da quell’atto atroce.
Si appoggiò di nuovo al terreno quando il suo stomaco brontolò, il suo corpo cercava di liberarsi di quello che aveva fatto, mentre la sua mente gli diceva che lei sarebbe stata sempre con lui, mangiando via la sua anima.
Chiudendo gli occhi e respirando forte, si girò via da Buffy ed affrontò il demone. Lo stava ancora guardando con interesse, come se fosse affascinato da come l’anima lo avesse cambiato.
Pulendosi le mani dalla terra sui pantaloni, Spike si mise lentamente in piedi e incontrato gli occhi del demone, serrò la mascella. Quando barcollò leggermente si tenne lo stomaco, avrebbe giurato di aver visto un breve bagliore di pietà nell’espressione del demone.
Spike tirò su con il naso e diede al demone la sua peggiore occhiata da cattivo ragazzo.
<< Tu sai quello che voglio. >> il tono era deciso, mentre teneva gli occhi socchiusi.
Il demone annuì lentamente con la testa << Ci sarà un prezzo da pagare. >>
Spike lampeggiò appena.
<< Dillo! >>
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Buffy si alzò di scatto mentre annusava l’aria, foschi ricordi di morte e della vita che l’inondava, le fecero raschiare con le mani le pareti della sua bara immaginaria. Lottò per respirare mentre cercava di dare un senso ai dintorni confusi e si allontanò dai rumori che le facevano dolere gli orecchi.
Rannicchiandosi a fatica in un angolo, si accoccolò tenendosi le ginocchia, le sue sopracciglia si tesero quando comprese di essere sola.
Fredda e sola.
La mano si protese verso un piccolo coleottero che le si avvicinava. Il rumore che produceva stava causando un suono come di un martello pneumatico nelle sue orecchie e cercò di spingerlo via, per far sì che si fermasse.
Lei voleva la pace.
La testa le fece male quando i suoi occhi cercarono di focalizzare. Tutto era così luminoso, così dolorosamente chiaro. Lei, prima era cieca nell’oscurità, ed ora improvvisamente stava diventando tutto chiaro.
Alzando lentamente la mano, guardò le sue unghie e le sue mani pallide, le vene blu che s’intravedevano attraverso la pelle. Si portò le dita alle labbra e le toccò, mentre ricordava il gusto del suo sangue sulla lingua ed il modo in cui esso aveva riempito i suoi sensi.
Il suo stomaco ringhiò.
Ritirò le dita quando sentì un dolore acuto e le guardò per vedere una goccia di sangue che vi si formava sopra. Fu presa dal panico quando toccandosi di nuovo, sentì gli incisivi taglienti come rasoi, i suoi denti.
Respirando eccentricamente, si guardò attorno spaventata, la solitudine che minacciava di sopraffarla. Si premette la mano sul torace, quando comprese che la stanza era improvvisamente silenziosa, il coleottero era uscito fuori dalla caverna e nella notte.
Era troppo silenzioso.
Guardando la mano che era rimasta sul suo sterno, si sentì come vuota e comprese quello che aveva perso.
Il suo cuore non stava battendo.
Il suo incubo era vero.
Un’eco distante di un grido, le fece alzare la testa di scatto, i suoi occhi ambrati, guardarono immediatamente cercando la fonte di quel suono. Fissò i tunnel ed annusò, mentre odorava l’aria fresca che le diceva che laggiù non era mai arrivato il sole, e raccogliendo un profumo allo stesso tempo.
Il suo sire.
Il suo Spike.
Cominciò a strisciare verso l’ingresso del tunnel, mentre resti dei suoi ricordi le dicevano ciò che loro avevano condiviso, amore, felicità, calore.
Come riuscì a muovere le gambe, si appoggiò al muro e si tirò su per mettersi in piedi.
Si appoggiò ancora al muro, quando inciampò in avanti, il suo stanco corpo pulsava di un’energia nuova con ogni passo che faceva. Buffy si diresse più in profondità nelle caverne, mentre seguiva rumori di ruggiti e lamenti di dolore, sempre tenendo i suoi sensi fissi sul profumo del suo sire.
Quando una luce apparve poco più avanti, socchiuse gli occhi e vi si incamminò. Schermò gli occhi sensibili alla luce del fuoco con una mano, quando entrò in una grande camera fatta a cupola, poi lasciò cadere la mano dal volto, quando vide, inginocchiato nel centro lui, circondato da centinaia di demoni di tutte le forme e taglie, morti.
Il suo Spike.
Si rese improvvisamente conto di come dovesse sembrargli, quando lui alzò lentamente gli occhi per incontrare i suoi, spinse via il suo demone, imbarazzata che lui potesse vederla così.
Buffy fece le fusa quando vide i tagli che avevano danneggiato la sua pelle, le contusioni e le scottature che ricoprivano il suo corpo. Voleva che lui la vedesse, che vedesse l’amore che aveva per lui ed il desiderio che aveva di guardarlo a sua volta. Muovendosi nella sua direzione, si fermò qualche passo dopo e guardò la scena di fronte a lei.
Vi era del sangue che aveva schizzato il pavimento di terra, penetrando nella sabbia, sembrava essere stato perso dai corpi dei demoni, che erano stati battuti e spezzati, sparsi lungo tutto il campo di battaglia. I suoi occhi tornarono dove era il suo sire e piegò la testa di lato per guardarlo e fargli di nuovo le fusa. Guardò come se ne stava inginocchiato nel messo di quella specie di anfiteatro, che le fece pensare al Colosseo a Roma.
Stava respirando pesantemente quando la guardò e lei cercò di emulare quello che vedeva, come il suo torace rosa si muoveva, voleva riprendersi quell’istinto e tenerlo, come faceva lui.
Lasciò cadere il suo sguardo alle sue mani e vide che erano sporche di sangue, quando lui le mise sulle ginocchia.
Lui aveva affrontato una grande battaglia.
Perché?
Spike lottava per riguadagnare i suoi sensi, la vista di Buffy che stava in piedi davanti a lui non aiutava la situazione. Si sentì come se stesse vedendo un fantasma, un pallido riflesso della vera lei. Voleva sorridere quando la sentì fare le fusa, vedere ancora una volta il suo sguardo verde brillante, ma non riusciva a farlo.
Non poteva sorridere per quello.
Lui l’aveva uccisa.
L’aveva uccisa per salvarla.
S’inclinò in avanti, mentre alla sua mente tornava il ricordo del suo sangue, il suo gusto lungo nella bocca, nauseandolo. Alzando lentamente gli occhi per incontrare quelli di lei, vide l’interesse in loro e si sentì come se venisse pugnalato allo stomaco.
Non era lei.
Quella cosa non era lei.
Ma presto, sarebbe stata di nuovo, abbastanza lei.
Capitolo nove
Spike guardò come il demone emerse lentamente dall’oscurità dietro a Buffy, poi ingoiò rumorosamente quando cominciò a sentire come se il suo torace stesse bruciando, ed il corpo che ne veniva riscaldato. Si afferrò il torace mentre precipitava in avanti, sopra il pavimento di sabbia, tenendo sé stesso e bruciando di un dolore molto intenso.
Buffy stava per muoversi verso di lui, ma i suoi sensi le dissero che aveva qualcuno alle spalle e si girò per affrontare chi aveva attivato il suo radar. Gli occhi le si allargarono di paura quando vide l’alto e grosso demone dietro di lei, i suoi occhi che ardevano nell’oscurità.
L’istinto le disse di correre, ma riuscì a fare solo due passi prima che si rendesse conto che la sua mano era tenuta da una presa troppo forte da rompere facilmente anche per lei. Lottò contro il demone mentre lui la trascinava verso di sé, il suo volto di vampiro venne fuori quando ringhiò.
Quando il demone premette la sua mano contro il suo torace, Buffy gridò dolorosamente. Si lasciò cadere sulle ginocchia, quando quel bruciante calore la consumò, i ricordi della sua vita passata, allagarono di nuovo la sua mente e le passarono davanti agli occhi, mentre fissava assente il demone. Poté sentire il suo mondo intero che le restituiva i colori, i suoi sentimenti che si allargavano di nuovo e per un secondo si chiese se era stato questo che Spike aveva sentito.
C’era una scintilla di dolore in lei, quando sentì che la sua anima veniva reintegrata.
Ma il demone la teneva ancora.
Le fece male il corpo, quando la sua mano premette ancora più forte contro il torace e lo guardò mentre lui chiudeva gli occhi e mormorava qualcosa sotto il suo respiro. Calore colò dentro di lei, mentre le calmava ogni nervo e lavava via tutto il dolore.
Si sentì come se stesse per morire.
Le si chiusero gli occhi e poi si spalancarono nuovamente, quando gridò fuori il suo dolore, il martellare del suo torace che quasi la sopraffaceva. Strinse le mani a pugno e lottò contro il demone del vampiro che stava retrocedendo dentro di sé.
Sentì come se stesse scomparendo.
Inarcò indietro la schiena quando il dolore nel suo torace aumentò e poi gridò quando sentì il cuore che riprendeva a battere di nuovo.
Poté sentire i suoi vecchi sensi che le calciavano dentro, le abilità di vampiro che aveva guadagnato lasciarla e quelli della cacciatrice che ritornavano.
Rimettendosi velocemente in piedi, calciò il demone indietro contro il muro. Afferrandosi al torace, incespicando via da lui, si diresse verso Spike, si lasciò cadere in ginocchio al suo fianco, che stava accoccolato in una posizione fetale sul pavimento, gli occhi fermamente chiusi e la sua eccentrica respirazione.
Buffy sparò un’occhiataccia al grande demone, quando lui uscì dall’ombra e la guardò. Abbassando di nuovo lo sguardo su Spike, tese una pano e la posò dolcemente sul suo braccio.
Lo scosse leggermente, mentre sperava di svegliarlo e mostrargli cosa fosse successo. Non riusciva a capire come e perché lei fosse improvvisamente tornata in vita, ma non aveva intenzione di guardare in bocca al caval donato questa volta, non le era piaciuto la volta scorsa.
<< Spike? >> lo scosse di nuovo e poi tirò via la mano quando si rese conto di una cosa.
Lui era caldo.
Lui aveva temperatura corporea.
Spike rotolò leggermente sulla fronte e tossì del sangue, facendolo semplicemente uscire dalla bocca, quando si riposò sul pavimento, troppo stanco per muoversi o per pensare.
La testa gli trasmise lentamente la sensazione del suo battito cardiaco e delle vene che pompavano il suo sangue. Il suo stomaco ringhiò e si sentì la bocca arida e bruciata come il deserto che li circondava. Tirando su il viso, si afferrò lo stomaco e tentò di trattenerne i contenuti.
Buffy premette le dita al lato del suo collo ed ansimò, quando sentì il suo battito regolare. Spostò il suo sguardo da Spike al demone.
<< Come? >> non sapeva se lui sapesse tutto quello che lei stava chiedendo con quella singola parola, ma sperò che lo facesse. Voleva sapere come aveva fatto a tornare improvvisamente umana, come Spike stesso fosse diventato improvvisamente umano e come il demone fosse stato capace di fare questo per loro.
Il demone non rispose, fissava i suoi occhi sulla figura di Spike che era rimasto accovacciato sul pavimento.
Spike tossì di nuovo, si sentiva debole ed aveva fame e dovette prendersi un momento per ricordarsi che ora doveva respirare.
Buffy gli accarezzò piano una guancia, le sopracciglia le si solcarono quando guardò come lui cercasse di adattarsi a quello che era successo.
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<< Lento e regolare, baby >> gli mormorò e si chiese quanto fosse duro per lui abituarsi a quello che stava succedendo al suo corpo, lei lo aveva trovato abbastanza duro riabituarsi dopo solo poco tempo che era morta, lui aveva un secolo in cui era stato morto, che gli aveva fatto dimenticare tutto quello che voleva dire essere vivo.
Prima, aveva finto di respirare.
Ora doveva farlo.
Spike assorbì le sue parole ed il suo tocco che lo calmò e rivide nella mente tutto quello che era successo, niente di quello che si era aspettato.
<< Come? >> mormorò mentre sentiva la forza che gli tornava nel corpo e riuscì ad alzare gli occhi per incontrare quelli di Buffy.
<< Non lo so. L’ho chiesto, ma non mi ha risposto. >> lei gli carezzò piano i capelli e gli diede un sorriso rassicurante. Le lacrime cominciarono a riempirle gli occhi quando pensò a tutto quello che aveva attraversato nei due giorni passati e a tutto quello che Spike aveva fatto per lei. Non riusciva ad immaginarsi come doveva essersi sentito guardandola morire, ed essere lo strumento della sua morte. Non riusciva a da immaginare cosa avesse dovuto offrire al demone per farla tornare in vita. << Cosa hai fatto? >>.
Spike ingoiò rumorosamente e poi lentamente la guardò. << Non so…negoziai per riavere la tua anima, lui mi disse…>>
Il demone venne avanti e li guardò entrambi. << Tu dovevi vincere la lotta contro i demoni e rinunciare alla tua immortalità, per avere quello che desideravi. >>
Buffy sentì il suo stomaco sussultare, quando pensò a quello che Spike aveva offerto in cambio del ritorno della sua anima. Avrebbe voluto essere lei a vincere la lotta contro i demoni, ma lui lo aveva fatto per lei, ed era stato disposto a pagare l’ultimo prezzo per assicurarsi che lei potesse tornare come un essere umano.
<< Volevo solo che tu stessi bene. >> Spike la guardò pallido quando pensò a quello che le aveva fatto e vide i segni sul suo collo, che sarebbero stati per sempre un promemoria per lui.
<< Volevo solo farti riavere la tua anima, love. >>
<< Ma io sono viva. >> Buffy sembrò confusa << Tu, sei vivo. >>
Spike tentò di sollevare il collo per guardare il demone, ma il suo corpo protestò al suo desiderio di muoversi e rimase invece a guardare Buffy.
Cercò di sorridere, quando comprese in parte quello che era successo.
<< Penso che desiderai di più, so che desiderai di più….ma non credevo che fosse possibile. Dissi al demone che lui sapeva ciò che volevo, e lui di contro prese il mio desiderio più profondo e mi diede il prezzo di quello. >>
Buffy si fisso le ginocchia quando cercò di capire cosa Spike stesse dicendole, lui l’aveva riportata indietro, non era piacevole se significava che lui se ne sarebbe andato di nuovo. Lui era disposto a morire per salvarla questa volta.
<< Ma la tua immortalità….tu dovresti essere…>>
<< Morto. >> finì lui la frase per lei e mettendo la mano sul terreno, cercò di tirarsi su a sedere. Sorrise, quando sentì la forte piccola mano di Buffy che lo assisteva, mentre lo aiutava a mettersi inginocchiato come era lei. << Pensai che sarei diventato polvere. Senza l’immortalità dovrei essere morto. >>
<< Tu lo eri. >> rispose il demone, mentre camminava verso di loro. Quando li raggiunse, guardò su verso il soffitto come se stesse guardando il cielo. << Ma sembra che le tue azioni, ti abbiano dato un regalo. >>
<< Shanshu? >> Buffy sembrò sbalordita mentre lo diceva.
Spike sentì come se tutto il suo intero mondo avesse preso a roteare e la parola che Buffy aveva pronunciato risuonasse nella sua testa.
Il demone annui con il capo. << La dea Illyria, quando avesse unito il suo potere con quello della cacciatrice, avrebbe portato l’apocalisse finale. Tu sacrificasti la vita del tuo amore per salvare il mondo da questa dea, e poi sacrificasti la tua immortalità per salvare il tuo amore. Questo, unito alle tue azioni precedenti, nella bocca dell’inferno, ti hanno accordato questo regalo. >>
Spike non sapeva che dire, tutto quello che lui poteva fare era guardare fisso il demone, mentre cercava di venire a patti con quello che lui aveva detto. Lui non aveva agito per salvare il mondo, almeno non di proposito. Lui aveva voluto semplicemente aiutare Buffy e riportarla indietro dal luogo scuro nel quale era andata.
Aveva voluto salvarla.
Iniziò lentamente a comprendere, sentendo la mano di Buffy che rimaneva leggera contro la sua e si abbassò a guardarla, per poi guardare di nuovo il demone.
<< Ma io non sono umano. >> sentì che la mano di Buffy si era tesa e girò la testa per incontrare i suoi occhi. << Non sono debole, non sono fragile, posso sentire della forza in me…posso sentire cose che ero capace di fare prima. >>
Buffy sembrò di nuovo confusa. La testa iniziava a farle male, per colpa di tutti i cambiamenti che le erano successi quel giorno, e cercava solo che qualcuno le spiegasse molto lentamente, e magari usando poche parole, in modo da poter capire tutto.
Pensò a quello che il demone aveva detto loro, al come l’avesse rianimata ed i suoi occhi si allargarono.
<< Sangue. >> bisbigliò fissando in modo assente il muro lontano.
Il demone sorrise nel suo modo particolare << Sangue, esatto! >>
<< Sangue? >> ora era il turno di Spike di essere confuso.
Buffy gli strinse la mano. << Posso sentire delle cose, ho i miei sensi di cacciatrice di nuovo, ma alcuni di essi sono rimasti elevati, come quando ero un…tu lo sai. >>
<< Vampiro? Quindi…non capisco….oh! >> le sopracciglia di Spike si arcuarono quando guardò verso di lei e poi al suo collo. I suoi occhi si allargarono << OH! >>
Il demone annuì di nuovo quando Spike guardò di nuovo verso di lui.
<< Tu sei stato rianimato. Sei stato riportato in vita, al tuo vecchio stato umano, come lui ha fatto con me. Il tuo corpo non ha avuto il tempo di assorbire tutto il mio sangue e integrarlo nel tuo sistema...io sono parte di te. >>
<< E, viceversa. >> disse lui piano, come se volesse venire a patti con quello che era successo.
Gli era stato accordato lo Shanshu, dai poteri che sono, a causa delle sue azioni qui e prima nella bocca dell’inferno. Rianimandolo prima che avesse la possibilità di digerire tutto il sangue di Buffy, loro gli avevano accordato molto più della vita, loro gli avevano dato una parte dei suoi poteri. Non era molto, ma abbastanza per farlo più che umano.
Questo stava risultando un giorno pazzo.
<< Io sono umano. >> disse semplicemente.
Buffy sorrise, quando lo guardò venire a patti con sé stesso << Yep! >>
<< Io sono umano, io sono un dannato umano! >>
Lei stava iniziando a chiedersi se lui fosse contrario all’idea di essere umano, non sembrava che la stesse prendendo molto bene. Stava quasi per dirgli qualcosa, quando lui la guardò con gli occhi grandi che brillavano birichini.
<< Io sono un fottuto umano….le implicazioni…invecchiare, i veri compleanni, respirare, baciare, calore corporeo…cibo…luce del giorno! >> Spike ghignò e restrinse gli occhi su Buffy. << Bambini…>>
Lei tirò su le mani, sinceramente sorpresa dalla rapidità con cui Spike stava stabilendo di essere di nuovo umano. << Whoa, fermo là mister, un passo alla volta. Cominciamo con il ringraziare il bel demone…>>
Buffy guardò in su per vedere che il demone se n’era andato.
Spike guardò attorno alla stanza e arcuò un sopracciglio verso di lei << E’ tutto il tuo fascino, love. Lo hai spaventato ed è andato via. >>
<< Mi piace di più il tuo discorso sui bambini. >> lo rimbeccò lei e poi sorrise quando comprese che le cose stavano tornando normali, in qualche modo.
Spike chiuse gli occhi e sorrise quando si ritrovò le braccia piene di Buffy. Lei lo stava stringendo forte e lui si sentì sollevato di non essere assolutamente diverso da prima, lei non poteva romperlo, lui era ancora un compagno ancora perfetto per lei.
Rilasciandolo dalle braccia, Buffy si rese conto che si sarebbe voluto un po’ di tempo, per abituarsi al fatto che era caldo, ma non se ne curava. Lui era tornato, lei era tornata, la vita era grande.
Storse la faccia quando si rese conto di quello che aveva fatto a Spike.
<< Immagino che sarà meglio che andiamo a spiegare quello che abbiamo fatto. Sono quasi sicura che Angel, vorrà prenderci a cazzotti a causa del jet scomparso. >> Buffy diede un’occhiata timida a Spike, ma lui le stava ancora facendo un largo sorriso.
Mettendosi lentamente in piedi, gli tese una mano e l’aiutò con un sorriso quando si rimise barcollante in piedi.
<< Ti senti strano? >> gli chiese, quando lui aggrottò le sopracciglia e guardò in giù verso il suo corpo.
<< Yep! Come te, lo ricordi? Essere un vampiro per pochi minuti? >>Spike tenne la mano di lei, mentre univa le dita alle sue.
Buffy sospirò e guardò verso terra << Sì! >>
Lasciò andare la sua mano per un momento e quando lo guardò, vide il dolore nei suoi occhi perché lo aveva lasciato. Sorrise, quando gli prese il braccio e se lo mise sulle spalle, in modo che lui potesse appoggiare il suo peso su di lei, visto che ancora barcollava sulle gambe.
Spike sorrise di nuovo, quando sentì la sua mano tenerlo stretto, la sua piccola offerta e tutto l’appoggio del quale aveva bisogno.
Come presero a camminare, lei comprese che avrebbe dovuto dire di più che un semplice “si” alla sua domanda.
<< Era…mi sentivo vuota, come se una parte di me fosse dispersa…ed avevo così bisogno di te da stare male. Non sapevo cosa fare. >>
Spike si fermò e la guardò. Aggrottò le sopracciglia per un momento, prima di abbassare la testa e premere un lungo, lento bacio sulle sue labbra.
Buffy sorrise contro la sua bocca, divertita da come si sentì strana, sentendo quel bacio familiare e sconosciuto al tempo stesso, doveva proprio abituarsi al fatto che lui fosse caldo.
Come si tirò indietro, Spike fissò lo sguardo sul suo collo, ed i segni del morso che lo marchiavano. Sorrise quando si sentì come se vedesse quello che era diventato. Era cambiato così tante volte, prima umano, poi vampiro, passando per la conquista dell’anima, ed ora, ancora una volta era una creatura umana.
E la maggior parte di ciò lo aveva fatto per la ragazza in piedi davanti a lui.
<< Tu sei l’ultima cosa che ho assaggiato. >> sorrise nei suoi occhi, quando lei batté le palpebre. << L’ultima persona che io ho bevuto, l’ultima che ho girato…l’ultima…io sono umano…io sono umano…>>
Buffy sorrise, mentre lui continuava a ripeterlo a sé stesso, come se volesse farselo entrare a forza nella mente. Camminando con lui a quel modo, verso l’ingresso della caverna, si rese conto che loro ora avevano una nuova vita davanti da affrontare.
Di nuovo, tutto era così diverso, c’era un set completamente nuovo di regole da creare, da entrambe le parti, che avrebbero cambiato il loro status. Lui non era più un vampiro. Lei non era più l’unica cacciatrice.
<< Io sono umano. >> disse Spike in tono di condanna.
<< Esaminiamo quel pensiero. >> disse conducendolo fuori dalla caverna e nella luce del sole che sorgeva.
Spike si ritirò istintivamente via dal sole, e si coprì gli occhi, quando la luce li colpì, facendogli male, l’intensità lo stava abbagliando.
<< Stai bene? >> chiese Buffy cautamente e lo guardò mentre lui abbassava la mano che proteggeva i suoi occhi.
Dandosi un momento per adattarsi al fatto, che stava in piedi alla luce del giorno, unita al suono del suo battito cardiaco che gli riempiva le orecchie, Spike annuì con la testa e guardò lentamente il sole che cominciò a sollevarsi lentamente dietro l’orizzonte polveroso.
I suoi occhi si allargarono e le sue labbra si aprirono quando iniziò a rendersi conto di una cosa.
<< Bloody Hell…io sono William! >>
Buffy rise ad alta voce, vedendo l’espressione mortificata del suo volto e poi lasciò che il braccio di lui le scivolasse dalle spalle. Mettendo la mano in quella di lui, la strinse forte per mostrargli che non importava cosa lui fosse, lei lo amava ancora.
<< Venga William, sarà meglio che andiamo a trovare quel jet! >> gli disse ironica, permettendogli di andare avanti, quando ripresero di nuovo a camminare.
Spike rimase silenzioso per alcuni minuti prima di gettare uno sguardo a Buffy. La sua mente stava funzionando ad un milione di miglia al secondo per poter capire tutto, stava pensando e non riusciva ad aiutare sé stesso a causa del rumore che facevano le rotelline nella sua mente.
<< Potrò abbronzarmi. >> disse quando Buffy lo guardò negli occhi e la vide rotearli prima di fargli un meraviglioso e largo sorriso. << Potremmo andare in spiaggia, nuotare insieme…se tu mi insegni come si fa a nuotare…e potremmo volare attorno al mondo…con Down….ed io potrò ancora lottare contro i demoni…>>
<< Un passo alla volta! >> Buffy gli sparò un’occhiata che voleva dire che stava andando troppo di fretta. Lui aveva un lungo percorso da fare, prima che gli permettesse di venire di ronda con lei, aveva bisogno di esaminare le sue abilità prima, e lui avrebbe avuto bisogno di tempo per abituarsi al fatto di non avere più i suoi riflessi di vampiro ed essendo mortale.
Spike sembrava deluso.
<< Dovremo addestrarti prima. Ora, dobbiamo trovare il jet e del cibo, perché io sto morendo di fame ed il tuo stomaco non ha smesso un attimo di ringhiare. Poi, dobbiamo pensare seriamente a come spiegare ad Angel tutto quanto! >> Buffy fece un’occhiataccia al viso di Spike e aggrottò interrogativamente le sopracciglia verso di lui.
<< Angel, può arrabbiarsi quanto vuole! >> ghignò Spike << Shanshu, baby! >>
Il viso di Buffy cadde.
La faccenda sarebbe stata più dura da spiegare di quanto aveva pensato.
Capitolo dieci
Buffy giocherellava con le dita, mentre stava in piedi accanto a Spike, nell’ufficio di Angel. Il viaggio in aereo era passato chiacchierando tranquillamente, e fra molti baci, ma nel momento in cui loro erano scesi dall’aereo, la pace era andata distrutta. Una macchina li stava aspettando, Charles e Wesley, erano entrambi là, per assicurarsi che loro venissero presi e portati agli uffici della Wolfram e Hart, per affrontare quello che loro sentivano, come il loro giudice e giuria.
Spike si avvicinò un poco a Buffy, quando notò come fosse nervosa. Poteva vedere dal suo linguaggio del corpo che lei non era affatto contenta di essere di nuovo qui, ed anche lui avrebbe voluto quanto lei, poter andare via da questo luogo.
Angel li guardò entrambi, da dietro la sua scrivania, sentendo che c’era qualcosa di poco chiaro nel modo in cui stavano in piedi in muto silenzio di fronte a lui.
<< Bene, che diavolo è successo? >> Si inclinò in avanti e rimase con i gomiti appoggiati alla scrivania di solido legno davanti a lui << Non che io non sia felice di vedere che sei tornata, Buffy, ma mi piacerebbe avere delle risposte. >>
Buffy gettò uno sguardo a Spike.
Spike gettò uno sguardo a Buffy.
<< Beh…è una cosa divertente….fare corta una lunga storia…lei, me lo ha fatto fare! >> disse Spike indicando Buffy.
<< Spike! >> gridò Buffy verso di lui, quando guardò il suo dito che l’accusava e la sua faccia innocente.
<< Hey, sto affrontando la mortalità qui, love. Lui non ti ucciderà, ma quel dannato ucciderebbe me. >> sibilò Spike a lei, quando gli fece il broncio, e poi si gelò quando capì che tutti li stavano guardando.
<< Ti ho sentito bene? Mortalità? >> Wesley alzò le sopracciglia ed avanzò verso di loro.
Spike si accorse improvvisamente che tutti stavano avanzando verso di lui, come se fosse stato colpito da uno strano esperimento scientifico e si sentì sopraffatto, tutto gli ricordava troppo una certa agenzia governativa.
<< Indietro, via! >> disse Buffy, sparando a tutti loro un’occhiata che voleva dire che era meglio per loro, se mantenevano le distanze, poi diede a Spike un sorriso per dirgli che non doveva necessariamente spiegare a loro ogni cosa.
Lui sorrise e strusciò le dita contro quelle di lei, mentre le mostrava che stava bene con sé stesso.
<< Yep! Ho ricevuto una vita a termine da vivere, spero solo che la mia data di scadenza, sia il più lontano possibile! >> Spike guardò tutti, eccetto Angel, incapace di vedere il dolore che le sue parole dovevano aver portato agli occhi del suo gran-sire, quando avesse compreso che il premio finale non era più suo.
<< Come un Cheeto.*>> disse Buffy fissando in modo assente il pavimento e alzando le spalle.
Tutti la guardarono e lei sorrise goffamente.
<< Questo non spiega ancora tutto! >> disse Angel amaramente mentre guardava i due di fronte a lui.
<< Sono stata io a farglielo fare. >> disse Buffy quando guardò nei suoi occhi, e vide il dolore che c’era in loro. << Gli chiesi di fare questa cosa per me, sapendo che non avrebbe rifiutato. Gli chiesi di portarmi in Africa, dove lui aveva ripreso la sua anima. Gli chiesi di vampirizzarmi. Ciò che non gli chiesi, fu il sacrificio della sua immortalità per riavere la mia anima. IO, ero disposta a subire le prove del demone, Io, sotto la sua guida. Ma lui decise di fare tutto da solo, tornò nella grotta per abbandonare la sua vita, ed i poteri che sono…>>
<< Gli hanno dato lo Shanshu. >> la voce di Angel era tranquilla, quando finì quello che lei stava per dire, aveva bisogno di dirlo lui, per venire a patti con sé stesso.
<< Sì! >> disse Buffy annuendo con la testa, mentre faceva scivolare la mano in quella di Spike. << Non è stata colpa sua. Lui ha solo cercato di salvarmi, ma così facendo, ha salvato il mondo. Non mi aspetto che tu capisca, o che possa essere felice a riguardo di questo…ma lui ha fatto quello che doveva fare. >>
<< Salvarti. >> disse Spike sorridendole.
<< Salvarmi. >> disse Buffy rispondendo al suo sorriso, e sentì le guance arrossire leggermente, quando gli occhi le si incatenarono dolcemente a quelli di lui.
Angel chiuse gli occhi per un momento, mentre si prendeva un po’ di tempo per capire cosa era successo e di come Buffy e Spike avessero ragione a proposito della Wolfram e Hart. Quando li riaprì di nuovo, vide che Buffy e Spike si erano girati per andare via.
<< Dove andrete? >> chiese e Buffy si fermò e lo guardò di nuovo.
<< Non lo so. A casa di Spike per ora, e poi…poi noi vedremo. >> Buffy gli diede un ultimo sorriso e poi s’incamminò fuori della porta con Spike.
Camminando per la strada verso il suo appartamento, Spike continuava a pensare a cosa volesse dire Buffy con quelle parole. Sapeva che lei aveva un’idea su quello che voleva fare, di dove volesse andare, ma qualcosa gli disse che lei non intendeva imporgli dove sarebbero andati, lei voleva che lui decidesse con lei.
E lui lo avrebbe fatto, sarebbe andato ovunque lei fosse andata, proprio come aveva detto, lo avrebbe fatto.
<< Potrei uccidere per una sigaretta. >> osservò Spike mentre le prendeva la mano.
<< Quella è roba proibita per te, mister. >> gli rispose Buffy con un sorrisetto perfido.
<< Ehi! Ci sono persone che fumano per tutta la vita….e io non posso farlo? Inoltre adesso, ho la costituzione di una cacciatrice, posso sopportarlo. >> disse facendo il broncio, mentre sapeva bene che lei sarebbe stata integerrima su qualsiasi cosa che avesse messo in pericolo la sua salute, qualsiasi cosa, ma non la ronda.
Buffy scosse la testa, mentre il broncio di lui cambiava in un sorriso. Sapeva che lui stava cercando di metterla alla prova, vedere quanto lei fosse protettiva con lui, ora che era diventato mortale come lei.
Mortale.
Mai una così piccola parola aveva avuto un così grande significato.
<< Lo ricordi? Tutto quello che facevi, come ti sentivi? >> gli chiese Buffy mentre guardava il suo profilo. Lui pensò a quello che lei gli stava chiedendo.
<< Yep, ogni più piccolo dettaglio. Io sono l’unico uomo ventottenne, ad avere vissuto centocinquantadue anni. Questo è il mio terzo secolo, di certo sta cominciando con un botto. >> sorrise guardandola con la coda dell’occhio e l’afferrò sorridendo calorosamente.
Come giunsero davanti alla porta del palazzo, Buffy lo fece fermare ed avvolse le braccia intorno al suo collo. Alzandosi sulle punte dei piedi lo baciò, lasciando giocare le labbra con quelle di lui, lentamente.
<< Tu lo sai…>> inizio a dire, dopo aver interrotto il bacio. << Io non sono più la prescelta…com’è che dicesti tu una volta? Qualcosa su di una staccionata bianca? >> lo guardò sorridere, nei suoi occhi tutto il suo amore per lei, mentre aspettava di sentirle dire altre cose. << Adesso non è più così mortale per te e ora si potrebbe fare. >>
<< Fare? >> si piegò e la baciò sulla gola, mentre si sentì strano, quando comprese che non c’era più il desiderio di morderla, ma un altro desiderio, più allegro e normale.
<< Fare! >> sorrise Buffy sentendo che lui le leccava il collo.
<< E dove sarebbe questa staccionata bianca? >> Spike si tirò su in modo da poter vedere i suoi occhi. Desiderava vedere cosa intendesse dire, e voleva vedere quanto lei fosse felice con lui.
Buffy sorrise timidamente.
<< Down sta per andare all’università, Giles ha bisogno di aiuto a sistemare il nuovo consiglio in Inghilterra…potremmo andare là, aiutarlo e potremmo insegnare alle cacciatrici, come tu mi dicesti che dovevo fare. >>
<< Loro hanno bisogno di qualcuno di forte per condurle, qualcuno come te! >> sorrise mentre le spingeva dietro l’orecchio una ciocca di capelli. << Qualcos’altro? >>
Buffy chinò la testa e poi guardò di nuovo in su verso di lui, la mano cercò quella di lui e sorrise.
<< Ed io vedo grassi nipotini nel nostro futuro. >>
Spike ghignò e la sollevò fra le braccia, ignorando i suoi strilli acuti di protesta, e la portò giù per gli scalini, verso la cantina in cui abitava.
Non poteva aspettare a lasciare Los Angeles.
Non poteva aspettare a tornare in Inghilterra.
Non poteva aspettare di vedere Down.
Ma soprattutto, non poteva aspettare ad iniziare a spendere il resto della sua vita umana con la donna che amava.
Ed i nipotini grassi? Ora sapeva come doveva essersi sentita Anya in tutti quegli anni, la vita gli sembrò improvvisamente molto corta.
Se voleva vedere i suoi nipoti diventare grassi, era meglio se cominciava subito a fare dei bambini, che avrebbero iniziato a girare per il mondo.
Sorrise mentre dava un lungo bacio alle labbra di Buffy e sentì le dita di lei che si muovevano lungo la sua nuca ed il collo.
Buffy ghignò, quando lui la baciò di nuovo e l’istinto le disse che quella sarebbe stata una lunga notte.
Una notte lunghissima.
Ma era molto di più, quando lo guardò.
Era l’inizio del resto delle loro vite.
FINE